Proroga di 2 giorni per presentare l’istanza per il Bando “Ristori” agli ETS. Termine ultimo alle ore 18.00 del 13 dicembre.

Lunedì 13 dicembre alle ore 18.00 scade il nuovo termine per partecipare alla procedura di presentazione delle istanze di contributo relative ai ristori per gli Enti del Terzo Settore. All’interno dell’articolo trovate i link per scaricare le FAQ aggiornate, il Manuale Utente e i codici Ateco utili ad individuare le attività sospese a causa della pandemia.

Il Ministero del Lavoro, viste le molteplici istanze presentate e delle molteplici richieste di chiarimenti e di assitenza tecnica pervenute in prossimità del termine ultimo, ha deciso di concedere una proroga sino alle ore 18.00 di lunedì 13 dicembre.

Sono state aggiornate le FAQ pervenute al Ministero del Lavoro relative al bando Ristori per gli ETS. Potete scaricarle direttamente dall’home page del ministero dove troverete anche tutta la documentazione il Manuale Utente, i codici Ateco e il Decreto interministeriale del 30 ottobre 2021 con il quale erano stati individuati i criteri di ripartizione delle risorse finanziarie, pari a complessivi 210 milioni di euro, destinate alle categorie di Enti del Terzo Settore individuate: ONLUS, ODV, APS iscritte ad uno dei registri regionali o delle Regioni e Province Autonome nonché le reti Associative nazionali iscritte negli appositi registri ivi inclusi gli enti ad esse associati o affiliati.

In attuazione del predetto Decreto, con Decreto direttoriale n. 614 è stato adottato l’Avviso 2/2021 che disciplina i termini e le modalità di presentazione delle istanze di contributo da parte dei beneficiari ETS. Il Fondo è stato pensato dal Governo per aiutare le realtà non profit che, a causa del Covid si sono trovate nell’impossibilità di svolgere le proprie attività istituzionali, e per cui sono stati stanziati 230 milioni, di cui 20 destinati agli enti non commerciali che svolgono attività socio-sanitaria, socio-assistenziale.

Mancano due giorni alle 23:59:59 di sabato 11 dicembre 2021, data oltre la quale non sarà possibile presentare le istanze di contributo esclusivamente attraverso la piattaforma elettronica “Ristori Enti Terzo Settore”, disponibile al Portale Servizi Lavoro. Nella pagina web, l’utente dovrà selezionare la categoria “Ristori Enti Terzo Settore 2021” e compilare il relativo form.

Il contributo verrà assegnato a ciascun ente tenendo conto del rapporto tra le risorse disponibili e il numero di domande ammesse. Diversamente per chi ha dichiarato un ammontare complessivo delle entrate superiore a 100mila euro, la misura del contributo sarà incrementata del 30 per cento.

Sarà in seguito il ministero del Lavoro, dopo l’individuazione dei soggetti beneficiari e della quantificazione dell’importo a carico di ciascun ente, a provvedere alla ripartizione delle risorse. Il fondo dell’Avviso 2, è solo l’ennesima riprova della necessità di iniziare a guardare all’iscrizione nel registro unico del terzo settore con maggiore lungimiranza e soprattutto con una visione d’insieme. Grazie al RUNTS gli ETS saranno punto di riferimento per la gestione delle attività a favore della collettività e potranno accedere ai fondi pubblici e privati con criteri di affidabilità e trasparenza omogenei su tutto il territorio nazionale.

Un consiglio, specie per gli enti più piccoli. In questa fase di avvio del nuovo registro occorre guardare al cambiamento culturale della riforma. La paura di entrare nel registro spesso si basa su discutibili visioni del terzo settore come fonte di nuovi adempimenti o nuovi obblighi. Quando viene introdotta una riforma ci sono tante novità e le novità possono spaventare. Per questo è giusto che gli enti siano informati correttamente per non perdere chance. È giusto chiarire i dubbi e entrare nel merito delle preoccupazioni reali di chi opera sul campo. È giusto far capire che non ci sono adempimenti non proporzionati alle dimensioni dell’ente.

Chi pensa ancora che il non profit debba essere il luogo degli incentivi a pioggia e della mancanza di trasparenza sta dando una informazione sbagliata.

Quel tipo di impostazione a breve resterà ai margini di un non profit che vuole diventare interlocutore, anche grazie alla trasparenza, sia dello stato che del mercato. Insomma, si chiama terzo settore perché dialoga con gli altri due non perché è destinato a restare ai margini del sistema italiano.

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