Cooperative, imprese sociali, mutue, fondazioni, enti religiosi ed enti sportivi dilettantistici: un documento del Ministero dell’Economia e delle Finanze prova a dare un perimetro comune e una strategia decennale a un mondo che vale l’8% dell’economia privata italiana. In allegato potete scaricare il testo del Piano [di Stefano Arduini, pubblicato in Vita.it il 6 Luglio […]
Sulla devoluzione del patrimonio incrementale degli Enti del Terzo Settore
Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha fornito linee guida sulla devoluzione del patrimonio incrementale degli Enti del Terzo Settore (ETS) cancellati dal Registro unico nazionale (RUNTS). L’obbligo di devoluzione riguarda l’incremento patrimoniale realizzato durante l’iscrizione al RUNTS, mentre il patrimonio preesistente rimane all’ente. Le linee guida specificano i criteri per determinare il patrimonio iniziale e finale, e richiedono la produzione di documentazione oggettiva e certificata, inclusa un’attestazione di un revisore legale.
C’è un Piano nazionale per l’economia sociale: ecco cosa prevede
Gli enti del Terzo settore verranno riconosciuti come Servizi di interesse economico generale, al ministero dell'Economia sarà creata una direzione generale "ad hoc". Il viceministro Leo: benefici sul piano tributario. Il mondo della cooperazione: ora uno scatto in avanti, l'attuazione delle misure sia efficace
Dal Piano nazionale al bando regionale: l’Emilia-Romagna avvia la fase operativa dell’economia sociale
L’Emilia-Romagna avvia la fase operativa dell’economia sociale con un bando da 5 milioni di euro, rivolto a partenariati tra enti locali, Terzo settore, imprese e ricerca. La strategia regionale si basa su cinque assi: integrazione con le filiere produttive, innovazione, valorizzazione del capitale umano, creazione di ecosistemi territoriali e riconoscimento dell’economia sociale come componente strutturale del sistema produttivo. Il bando, aperto dal 1° ottobre al 15 dicembre 2026, mira a costruire infrastrutture economico-sociali durature e attrarre capitali privati.
Il piano dell’economia sociale, il paradigma di sviluppo che tocca il sistema del paese
Redazione
Con un'informativa al Consiglio dei ministri, il Governo prende in carico formalmente il Piano di Azione per l'Economia sociale; un ulteriore passo, importante anche se non ancora conclusivo, di un lungo e faticoso percorso di costruzione tecnica e consultazione. Nonostante l'informativa rappresenti un atto politico meno forte del decreto che molti attendevano, il recepimento del Piano rappresenta un passaggio significativo, da interpretare con spirito costruttivo. Il Piano non è un articolato normativo ma un documento programmatico, che traccia un solco politico e sancisce l'iscrizione dell'economia sociale tra i possibili paradigmi di sviluppo del Paese. Ciò che questo rappresenterà realmente e concretamente dipende, tra molte altre cose, anche dal modo in cui le forze dell'economia sociale interpreteranno la sfida e coglieranno l'opportunità. È evidente che esiste uno spazio di incompletezza e che moltissimo dipenderà dalle risorse finanziarie e dallo spirito riformatore che accompagneranno il Piano. Il punto è esattamente che cosa si voglia fare di questa incompletezza, se si voglia compiacersene o se si voglia interpretare come opportunità. Da questo punto di vista, il Piano offre una perimetrazione e una rappresentazione unitaria dell'eco sistema che costituiscono l' imprescindibile antecedente di qualunque azione attuativa.
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Ultimi Articoli
Anche l’Italia adotta un piano d’azione per l’economia sociale
L’economia sociale entra ufficialmente tra le priorità strategiche del Paese. Con l’informativa data nel Consiglio dei ministri del 2 luglio, l’Italia compie un passo molto atteso, dotandosi per la prima volta di una strategia unitaria per lo sviluppo dell’economia sociale, destinata a orientare le politiche pubbliche dei prossimi anni.
Autore: Redazione
Argomenti: consiglio dei ministri | Governo Meloni | Lucia Albano | MEF | Piano d’azione nazionale per l’economia sociale | Raccomandazione Europea
L’economia sociale vara il piano: fisco e finanza a misura d’uomo
Il Consiglio dei ministri ha approvato un piano per l’economia sociale, riconoscendola come un ecosistema con un peso macroeconomico significativo. Il piano definisce i soggetti dell’economia sociale, distinguendo tra modelli economici e non economici, e individua un’agenda di sviluppo focalizzata su fiscalità, finanza e aiuti di Stato. L’obiettivo è dotare l’economia sociale di strumenti adeguati per valorizzarne le risorse e sostenere la crescita del settore.
Autore: Gabriele Sepio
Argomenti: Action Plan for the Social Economy | legge di Bilancio 2026 | Lucia Albano | MEF | Piano d’azione nazionale per l’economia sociale
Via libera in Consiglio dei ministri: nasce il Piano nazionale per l’economia sociale
Il Consiglio dei ministri ha approvato il Piano nazionale per l’economia sociale, riconoscendo formalmente un settore basato sul primato della persona, la non lucratività e la governance democratica. Il piano, che si ispira a direttive europee, mira a definire un quadro normativo e fiscale, semplificare il regime IVA e mappare le politiche esistenti per supportare questo settore strategico. Il documento, frutto di un percorso condiviso con attori istituzionali e sociali, non introduce misure immediate ma traccia la direzione per le future politiche pubbliche.
Autore: Gabriele Sepio
Argomenti: Commissione Europea | consiglio dei ministri | Governo Meloni | Magnifica Humanitas | Piano nazionale per l’economia sociale
Documentazione - Ultimi inserimenti
T.A.R. Lazio, Sez. V, 22 giugno 2026, n. 11418
Recapiti di ODV- RUNTS- Leale collaborazione
Nota M.L.P.S. 22 giugno 2026, n. 9981
Articolo 50, comma 2, del Codice del Terzo settore. Linee Guida sulla devoluzione del patrimonio incrementale degli Enti del Terzo Settore.
Cons. Stato, Sez. V, 18 giugno 2026, n. 4895
Art. 22 CTS. Acquisto della personalità giuridica.