Il Terzo Settore in Italia, con 817.500 lavoratori, è un motore di occupazione, soprattutto grazie alle imprese sociali. Nonostante la crescita del 20% dal 2019 al 2024, il settore affronta sfide come la precarietà lavorativa, bassi salari e una forte presenza femminile. È cruciale riconoscere il valore economico del lavoro sociale per garantire la coesione sociale e la sostenibilità del settore.
Interpretazione più ampia per il test di commercialità delle attività di interesse generale degli Enti del Terzo settore (ETS).
È uno dei punti centrali della circolare n. 1/2026 dell’Agenzia delle Entrate, pubblicata lo scorso 19 febbraio.
L’art. 79 del codice del Terzo settore supera la logica del Testo unico delle imposte sui redditi e dunque la fiscalità non è più legata semplicemente al "tipo" di attività svolta ma alle sue modalità di svolgimento.
Per questo la commercialità scatta solo se nella gestione delle attività di interesse generale i ricavi superano i costi con un margine superiore al 6%.
In tutti gli altri casi le attività, anche se svolte dietro corrispettivo, si considerano non commerciali.
Un nuovo criterio che trova nella circolare n.1 del 2026 dell'Agenzia delle Entrate alcuni utili punti di riferimento per la corretta interpretazione delle norme.
Luigi Bobba, ex politico e figura di riferimento nel Terzo Settore, discute la ricerca “Cittadini Digitali” condotta con Terzjus. La ricerca rivela che l’attivismo digitale in Italia è diffuso e non apatico, con i netattivisti più attivi nella fascia 45-54 anni e tra le persone con un alto livello di istruzione. Il Terzo Settore gioca un ruolo cruciale nell’incoraggiare l’attivismo online, ma la sfida è trasformare l’impegno digitale in azioni concrete e coinvolgere chi è ancora escluso.
Il terzo settore ha visto una crescita del 20% dell’occupazione tra il 2019 e il 2024, con 817.500 lavoratori, principalmente donne (73%) e con contratti a tempo indeterminato (93%). Tuttavia, le retribuzioni sono basse, con una mediana annua di 12.567 euro e salari inferiori del 25-30% rispetto al settore for-profit, specialmente per i giovani under 35. Luigi Bobba, presidente di Terzjus, propone un’area contrattuale unitaria, parità di trattamento con il settore pubblico e maggiore collaborazione tra enti pubblici e privati.
Questo intervento segue l'articolo a firma di Emanuele Alecci sui volontari che “timbrano il cartellino” che abbiamo pubblicato qualche giorno fa. «L’azienda non si pone come un sostituto del singolo, ma come un catalizzatore di energie. Se è vero che il volontariato nasce da una scelta individuale, è altrettanto vero che l’impresa moderna può agire come lo spazio che abilita questa scelta». Gli autori sono due manager di Boehringer Ingelheim[di Sara Vinciguerra e Emanuele Domingo, pubblicato in Vita.it del 19 febbraio 2026]
Esiste una linea sottile, e talvolta dibattuta, che separa l’impegno civile spontaneo dalle attività di utilità sociale, promosse all’interno delle realtà aziendali. Ci si interroga spesso se la partecipazione mediata dal rapporto di lavoro possa convivere con lo spirito del dono, o se il coinvolgimento dei collaboratori durante l’orario lavorativo non rischi di snaturare quella gratuità che è l’essenza stessa del volontariato.
Pubblicata la Circolare sulla fiscalità degli enti del Terzo settore, che chiarisce le nuove regole fiscali in vigore dal 1 gennaio. La Circolare definisce i criteri di qualificazione fiscale delle attività di interesse generale, inclusa la possibilità di includere tra le entrate non commerciali il valore delle cessioni gratuite. Inoltre, chiarisce l’applicazione del regime forfettario per ODV e APS, esonerandole dall’obbligo di emissione della fattura.
Il Consiglio comunale di Torino ha approvato all’unanimità un atto per la creazione di un Piano cittadino dell’Economia Sociale, distinto da quello metropolitano. Il piano si concentrerà su innovazione sociale, rigenerazione urbana, politiche del cibo, transizione ecologica e protagonismo giovanile, valorizzando le specificità torinesi. Torino, con la sua tradizione di collegare politiche sociali e sviluppo economico, è ben posizionata per questo progetto, che si allinea con le indicazioni europee e nazionali.
Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali si è pronunciato sul rapporto tra l’art. 35 CTS, dedicato alla struttura delle associazioni di promozione sociale (APS), gli enti di promozione sportiva (EPS) riconosciuti dal CONI e le relative articolazioni autonome. La ricostruzione sistematica effettuata dal Ministero origina dalla precedente Nota direttoriale 4995 del 28 maggio […]
Chiarimenti sulle disposizioni del Codice del Terzo settore in materia di imposte sui redditi e sulla qualificazione fiscale degli enti iscritti nel Registro unico nazionale del Terzo settore.
Volontariato aziendale: l’impresa come palestra di cittadinanza attiva
Sara Vinciguerra
Esiste una linea sottile, e talvolta dibattuta, che separa l’impegno civile spontaneo dalle attività di utilità sociale, promosse all’interno delle realtà aziendali. Ci si interroga spesso se la partecipazione mediata dal rapporto di lavoro possa convivere con lo spirito del dono, o se il coinvolgimento dei collaboratori durante l’orario lavorativo non rischi di snaturare quella gratuità che è l’essenza stessa del volontariato.
Terzjus in video
Ultimi Articoli
Negli enti del terzo settore valorizzate le cessioni gratuite
Pubblicata la Circolare sulla fiscalità degli enti del Terzo settore, che chiarisce le nuove regole fiscali in vigore dal 1 gennaio. La Circolare definisce i criteri di qualificazione fiscale delle attività di interesse generale, inclusa la possibilità di includere tra le entrate non commerciali il valore delle cessioni gratuite. Inoltre, chiarisce l’applicazione del regime forfettario per ODV e APS, esonerandole dall’obbligo di emissione della fattura.
Autore: Gabriele Sepio
Argomenti: Codice del Terzo Settore | CTS | Ets | fiscalità del Terzo settore
La Città di Torino scriverà il proprio Piano per l’Economia Sociale: approvata la mozione all’unanimità in Consiglio comunale
Il Consiglio comunale di Torino ha approvato all’unanimità un atto per la creazione di un Piano cittadino dell’Economia Sociale, distinto da quello metropolitano. Il piano si concentrerà su innovazione sociale, rigenerazione urbana, politiche del cibo, transizione ecologica e protagonismo giovanile, valorizzando le specificità torinesi. Torino, con la sua tradizione di collegare politiche sociali e sviluppo economico, è ben posizionata per questo progetto, che si allinea con le indicazioni europee e nazionali.
Autore: Grace De Girolamo
Argomenti: Città di Torino | Fondazione CRT | Piano per l’Economia Sociale | Torino Social Impact | Unioncamere Piemonte | Unione delle Camere di Commercio del Piemonte e della Valle d’Aosta
L’estensione applicativa dell’art. 35 CTS ai comitati degli EPS
Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali si è pronunciato sul rapporto tra l’art. 35 CTS, dedicato alla struttura delle associazioni di promozione sociale (APS), gli enti di promozione sportiva (EPS) riconosciuti dal CONI e le relative articolazioni autonome. La ricostruzione sistematica effettuata dal Ministero origina dalla precedente Nota direttoriale 4995 del 28 maggio […]
Autore: Mario Renna
Argomenti: Aps | Base associativa | Comitati di EPS | EPS
Documentazione - Ultimi inserimenti
Circolare n. 1/E, 19 febbraio 2026
Chiarimenti sulle disposizioni del Codice del Terzo settore in materia di imposte sui redditi e sulla qualificazione fiscale degli enti iscritti nel Registro unico nazionale del Terzo settore.
D.M.L.P.S. 21 gennaio 2026, n. 5
Modifiche ed aggiornamenti alla disciplina attuativa dei controlli sull’impresa sociale
T.A.R. Catania, Sez. III, 19 gennaio 2026, n. 124
Principi e legittimità dell’accreditamento