Alla terza edizione 52 candidature: imprese ed Enti del Terzo Settore sempre più protagonisti di un modello che mette al centro competenze, impatto sociale e innovazione organizzativa.
Ha aperto i lavori Gabriele Sepio che ha sottolineato l’importanza di un quadro giuridico e fiscale che evolva con il modello culturale ed economico, collegando il discorso alla Raccomandazione del Consiglio UE del 2023. L’evento ha visto la partecipazione di figure istituzionali ed esperti, con due panel focalizzati sulle scelte degli Stati Membri e sullo sviluppo imprenditoriale degli enti.
L’impresa sociale, disciplinata dal d.lgs. 112/2017, è una qualifica per enti privati che svolgono attività di interesse generale senza scopo di lucro. La qualifica, concessa tramite iscrizione nel registro delle imprese, è soggetta a controlli pubblici per garantirne la legittimità e prevenire abusi. I controlli, effettuati dal Ministero del Lavoro e dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, sono sia ordinari che straordinari e mirano a tutelare l’interesse pubblico e la credibilità del Terzo settore.
L’indagine “Cittadini digitali” esplora le forme di partecipazione civica online in Italia, focalizzandosi su netattivismo e volontariato digitale. I risultati mostrano un profilo socio-demografico di netattivisti istruiti e attivi offline, con una forte correlazione tra partecipazione online e offline. L’indagine evidenzia anche la necessità di ulteriori ricerche su pubblici meno rappresentati e sul ruolo delle organizzazioni del Terzo Settore.
Il presidente di Fondazione Terzjus Luigi Bobba spiega a Interris.it perché la riforma del Terzo settore è sia un traguardo che un nuovo punto di partenza[di Lorenzo Cipolla, pubblicato su Interris.it il 9 Aprile 2026]
Il traguardo è in realtà un nuovo punto di partenza. “La riforma del Terzo settore è sostanzialmente completa sotto il piano normativo, modificata e integrata con il nuovo inquadramento fiscale per enti del Terzo settore (Ets) e imprese sociali, dopo la Comfort letter della Commissione europea, e dopo il decreto di controllo e autogoverno. Ora è il momento della sua attuazione nel quotidiano, per dare a queste realtà la possibilità di utilizzare al meglio le opportunità che gli vengono messe a disposizione”, dice a Interris.it è il presidente di Fondazione TerzjusLuigi Bobba.
È sempre più diffusa nel perimetro amministrativo dei comuni e nel settore delle politiche sociali, ma con forti differenze territoriali e confinata soprattutto all’ambito della co-progettazione. Uno studio a cura di Patrik Vesan e Federico Razetti dell’Università della Valle d’Aosta mappa il fenomeno dell'amministrazione condivisa nel quinto "Rapporto sullo stato e le prospettive del diritto del Terzo settore in Italia" della Fondazione Terzjus.
[di Gabriele Sepio e Ilaria Ioannone pubblicato in «Il Sole 24 Ore» di mercoledì 1 aprile 2026] Con un intervento mirato su deposito atti e devoluzione del patrimonio sono state aggiornate le regole di funzionamento del Registro unico nazionale del Terzo settore (Runts). Le importanti modifiche, apportate con il decreto del ministero del Lavoro del […]
Terzo settore: il traguardo della riforma come nuovo punto di partenza
Luigi Bobba
Il traguardo è in realtà un nuovo punto di partenza. “La riforma del Terzo settore è sostanzialmente completa sotto il piano normativo, modificata e integrata con il nuovo inquadramento fiscale per enti del Terzo settore (Ets) e imprese sociali, dopo la Comfort letter della Commissione europea, e dopo il decreto di controllo e autogoverno. Ora è il momento della sua attuazione nel quotidiano, per dare a queste realtà la possibilità di utilizzare al meglio le opportunità che gli vengono messe a disposizione”, dice a Interris.it è il presidente di Fondazione Terzjus Luigi Bobba.
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È sempre più diffusa nel perimetro amministrativo dei comuni e nel settore delle politiche sociali, ma con forti differenze territoriali e confinata soprattutto all’ambito della co-progettazione. Uno studio a cura di Patrik Vesan e Federico Razetti dell’Università della Valle d’Aosta mappa il fenomeno dell'amministrazione condivisa nel quinto "Rapporto sullo stato e le prospettive del diritto del Terzo settore in Italia" della Fondazione Terzjus.
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