CONOSCERE L'ITALIA DEL BENE COMUNE

ATLANTE

DEL TERZO

SETTORE

C'è un'Italia che ogni giorno si organizza, si attiva, si prende cura. Fatta di enti solidali, reti, persone che generano impatto, non profitto. Creano valore sociale, trasformano territori, promuovono diritti. È l'Italia del bene comune: vitale, concreta, spesso invisibile.

Con l'Atlante del Terzo Settore, la raccontiamo attraverso i dati. Perché capire il Terzo Settore è capire i bisogni del Paese.

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Il piano dell’economia sociale, il paradigma di sviluppo che tocca il sistema del paese

Impegni di governo, opportunità del Terzo settore. La visione: è l'economia ad avere un attributo sociale, non il sociale ad avere un attributo economico[di Mario Calderini*, pubblicato su «Corriere della Sera» di mercoledì 8 luglio 2026]

Con un'informativa al Consiglio dei ministri, il Governo prende in carico formalmente il Piano di Azione per l'Economia sociale; un ulteriore passo, importante anche se non ancora conclusivo, di un lungo e faticoso percorso di costruzione tecnica e consultazione. Nonostante l'informativa rappresenti un atto politico meno forte del decreto che molti attendevano, il recepimento del Piano rappresenta un passaggio significativo, da interpretare con spirito costruttivo. Il Piano non è un articolato normativo ma un documento programmatico, che traccia un solco politico e sancisce l'iscrizione dell'economia sociale tra i possibili paradigmi di sviluppo del Paese. Ciò che questo rappresenterà realmente e concretamente dipende, tra molte altre cose, anche dal modo in cui le forze dell'economia sociale interpreteranno la sfida e coglieranno l'opportunità. È evidente che esiste uno spazio di incompletezza e che moltissimo dipenderà dalle risorse finanziarie e dallo spirito riformatore che accompagneranno il Piano. Il punto è esattamente che cosa si voglia fare di questa incompletezza, se si voglia compiacersene o se si voglia interpretare come opportunità. Da questo punto di vista, il Piano offre una perimetrazione e una rappresentazione unitaria dell'eco sistema che costituiscono l' imprescindibile antecedente di qualunque azione attuativa.

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Il Piano nazionale per l’economia sociale spiegato in dieci punti

Cooperative, imprese sociali, mutue, fondazioni, enti religiosi ed enti sportivi dilettantistici: un documento del Ministero dell’Economia e delle Finanze prova a dare un perimetro comune e una strategia decennale a un mondo che vale l’8% dell’economia privata italiana. In allegato potete scaricare il testo del Piano [di Stefano Arduini, pubblicato in Vita.it il 6 Luglio […]

Sulla devoluzione del patrimonio incrementale degli Enti del Terzo Settore

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha fornito linee guida sulla devoluzione del patrimonio incrementale degli Enti del Terzo Settore (ETS) cancellati dal Registro unico nazionale (RUNTS). L’obbligo di devoluzione riguarda l’incremento patrimoniale realizzato durante l’iscrizione al RUNTS, mentre il patrimonio preesistente rimane all’ente. Le linee guida specificano i criteri per determinare il patrimonio iniziale e finale, e richiedono la produzione di documentazione oggettiva e certificata, inclusa un’attestazione di un revisore legale.

C’è un Piano nazionale per l’economia sociale: ecco cosa prevede

Gli enti del Terzo settore verranno riconosciuti come Servizi di interesse economico generale, al ministero dell'Economia sarà creata una direzione generale "ad hoc". Il viceministro Leo: benefici sul piano tributario. Il mondo della cooperazione: ora uno scatto in avanti, l'attuazione delle misure sia efficace

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