XXV Rapporto Annuale INPS: il Terzo settore supera gli 855mila lavoratori, è boom al Sud. La fotografia scattata in collaborazione con la Fondazione Terzjus: un comparto in crescita del 25,3% dal 2019. Non più un settore di riserva, ma un pilastro insostituibile per occupazione femminile, giovani e welfare. Cresce anche il lavoro nello sport dilettantistico (+4,3%).
Economia sociale e vocazione politica
Il contributo analizza l’evoluzione dell’economia sociale in Italia dagli anni Settanta, con focus sulla cooperazione sociale come caso paradigmatico. Attraverso una prospettiva storico-analitica, si esaminano le fasi di sviluppo, dall’ispirazione valoriale alla vocazione politica, e le sfide attuali, come l’isomorfismo e la mercatizzazione. Si propone una reinterpretazione del potenziale trasformativo dell’economia sociale, integrando teoria istituzionale, economia politica e teoria democratica.
Il Rapporto INPS-Terzjus apre un focus sullo sport dilettantistico
Il XXV Rapporto INPS-Terzjus analizza l’occupazione nel terzo settore e nello sport dilettantistico, evidenziando una crescita significativa. Nel 2025, 113.043 enti sportivi dilettantistici hanno impiegato 115.000 persone, con un aumento dell’11,6% dei lavoratori sportivi rispetto al 2024. Il settore, prevalentemente maschile e giovanile, si distingue per una forte presenza nel Nord Italia.
La crescita dello sport dilettantistico. Più occupati (e soprattutto giovani)
Il report Fondazione Terzjus-Inps conferma il ruolo rilevante del Terzo Settore, pur tra carenza di personale qualificato e insufficienti riconoscimenti professionali. Sono oltre 113mila gli enti registrati.
Il piano dell’economia sociale, il paradigma di sviluppo che tocca il sistema del paese
Redazione
Con un'informativa al Consiglio dei ministri, il Governo prende in carico formalmente il Piano di Azione per l'Economia sociale; un ulteriore passo, importante anche se non ancora conclusivo, di un lungo e faticoso percorso di costruzione tecnica e consultazione. Nonostante l'informativa rappresenti un atto politico meno forte del decreto che molti attendevano, il recepimento del Piano rappresenta un passaggio significativo, da interpretare con spirito costruttivo. Il Piano non è un articolato normativo ma un documento programmatico, che traccia un solco politico e sancisce l'iscrizione dell'economia sociale tra i possibili paradigmi di sviluppo del Paese. Ciò che questo rappresenterà realmente e concretamente dipende, tra molte altre cose, anche dal modo in cui le forze dell'economia sociale interpreteranno la sfida e coglieranno l'opportunità. È evidente che esiste uno spazio di incompletezza e che moltissimo dipenderà dalle risorse finanziarie e dallo spirito riformatore che accompagneranno il Piano. Il punto è esattamente che cosa si voglia fare di questa incompletezza, se si voglia compiacersene o se si voglia interpretare come opportunità. Da questo punto di vista, il Piano offre una perimetrazione e una rappresentazione unitaria dell'eco sistema che costituiscono l' imprescindibile antecedente di qualunque azione attuativa.
Terzjus in video
Ultimi Articoli
Il Piano nazionale per l’economia sociale spiegato in dieci punti
Cooperative, imprese sociali, mutue, fondazioni, enti religiosi ed enti sportivi dilettantistici: un documento del Ministero dell’Economia e delle Finanze prova a dare un perimetro comune e una strategia decennale a un mondo che vale l’8% dell’economia privata italiana. In allegato potete scaricare il testo del Piano [di Stefano Arduini, pubblicato in Vita.it il 6 Luglio […]
Autore: Stefano Arduini
Argomenti: consiglio dei ministri | Governo Meloni | Lucia Albano | Ministero dell’Economia e delle Finanze | piano nazionale per l'economia sociale
Sulla devoluzione del patrimonio incrementale degli Enti del Terzo Settore
Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha fornito linee guida sulla devoluzione del patrimonio incrementale degli Enti del Terzo Settore (ETS) cancellati dal Registro unico nazionale (RUNTS). L’obbligo di devoluzione riguarda l’incremento patrimoniale realizzato durante l’iscrizione al RUNTS, mentre il patrimonio preesistente rimane all’ente. Le linee guida specificano i criteri per determinare il patrimonio iniziale e finale, e richiedono la produzione di documentazione oggettiva e certificata, inclusa un’attestazione di un revisore legale.
Autore: Mario Renna
Argomenti: CTS | Enti del Terzo Settore | Ets | Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali | MLPS | patrimonio incrementale | Runts
C’è un Piano nazionale per l’economia sociale: ecco cosa prevede
Gli enti del Terzo settore verranno riconosciuti come Servizi di interesse economico generale, al ministero dell'Economia sarà creata una direzione generale "ad hoc". Il viceministro Leo: benefici sul piano tributario. Il mondo della cooperazione: ora uno scatto in avanti, l'attuazione delle misure sia efficace
Autore: Redazione
Argomenti: consiglio dei ministri | Governo Meloni | MEF | Piano d’Azione per l’Economia Sociale | Servizi di interesse economico generale
Documentazione - Ultimi inserimenti
T.A.R. Lazio, Sez. V, 22 giugno 2026, n. 11418
Recapiti di ODV- RUNTS- Leale collaborazione
Nota M.L.P.S. 22 giugno 2026, n. 9981
Articolo 50, comma 2, del Codice del Terzo settore. Linee Guida sulla devoluzione del patrimonio incrementale degli Enti del Terzo Settore.
Cons. Stato, Sez. V, 18 giugno 2026, n. 4895
Art. 22 CTS. Acquisto della personalità giuridica.