XXV Rapporto Annuale INPS: il Terzo settore supera gli 855mila lavoratori, è boom al Sud. La fotografia scattata in collaborazione con la Fondazione Terzjus: un comparto in crescita del 25,3% dal 2019. Non più un settore di riserva, ma un pilastro insostituibile per occupazione femminile, giovani e welfare. Cresce anche il lavoro nello sport dilettantistico (+4,3%).
Economia sociale, Albano: «Ora un comitato per definire le priorità del Piano»
Il sottosegretario al ministero dell’Economia e delle Finanze, Lucia Albano, è intervenuta alla riunione dell'Intergruppo parlamentare per l'economia sociale. «Al Mef stiamo costituendo un comitato che valorizzerà il lavoro svolto finora dai tavoli tecnici» e che sarà necessario per definire le priorità in vista della legge di Bilancio, dove il Piano verrà tradotto in azioni concrete.
Sport, dall’Inps tutti i numeri del settore. Dominano associazioni e collaboratori
Il terzo settore, dominato dalle imprese sociali, impiega 855.887 persone, di cui il 73% donne. L’occupazione è in crescita, con un aumento del 4,3% nell’ultimo anno e del 25,3% rispetto al 2019, trainata dal lavoro dipendente e dai collaboratori. Il settore salute e assistenza sociale rappresenta il 56,1% degli occupati, seguito da attività amministrative, istruzione e formazione.
Social bonus esteso alle spese di gestione
Il social bonus, che offre crediti d’imposta per il recupero di immobili pubblici e beni confiscati, ora copre anche le spese di gestione post-intervento, come utenze e tributi. Gli enti del Terzo settore possono richiedere il beneficio tramite piattaforma, presentando budget aggiornati e rendiconti trimestrali. Nonostante il potenziale, la misura non ha ancora raggiunto un’ampia diffusione, con solo 13 progetti ammessi finora.
Il piano dell’economia sociale, il paradigma di sviluppo che tocca il sistema del paese
Redazione
Con un'informativa al Consiglio dei ministri, il Governo prende in carico formalmente il Piano di Azione per l'Economia sociale; un ulteriore passo, importante anche se non ancora conclusivo, di un lungo e faticoso percorso di costruzione tecnica e consultazione. Nonostante l'informativa rappresenti un atto politico meno forte del decreto che molti attendevano, il recepimento del Piano rappresenta un passaggio significativo, da interpretare con spirito costruttivo. Il Piano non è un articolato normativo ma un documento programmatico, che traccia un solco politico e sancisce l'iscrizione dell'economia sociale tra i possibili paradigmi di sviluppo del Paese. Ciò che questo rappresenterà realmente e concretamente dipende, tra molte altre cose, anche dal modo in cui le forze dell'economia sociale interpreteranno la sfida e coglieranno l'opportunità. È evidente che esiste uno spazio di incompletezza e che moltissimo dipenderà dalle risorse finanziarie e dallo spirito riformatore che accompagneranno il Piano. Il punto è esattamente che cosa si voglia fare di questa incompletezza, se si voglia compiacersene o se si voglia interpretare come opportunità. Da questo punto di vista, il Piano offre una perimetrazione e una rappresentazione unitaria dell'eco sistema che costituiscono l' imprescindibile antecedente di qualunque azione attuativa.
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