Terzo Settore

Iscrizione al RUNTS, ruolo del Notaio e poteri degli Uffici: a proposito della circolare ministeriale n. 9 del 21 aprile 2022

Nel commento si presenta ed analizza la recentissima circolare ministeriale n. 9 del 21 aprile 2022 che interpreta la normativa, primaria e secondaria, vigente in materia di RUNTS al fine di offrire soluzioni concrete ad alcune delicate questioni applicative emerse durante la prima fase di operatività del RUNTS.

Terzjus e Avvenire promuovono un webinar sull’Action Plan dell’Economia Sociale Europea. Lunedì 11 aprile ore 17

Sarà possibile seguire il webinar “Rimettersi in gioco. Sfide e opportunità per gli ETS di fronte al Social Economy Action Plan” in diretta streaming direttamente dai canali social di Avvenire: youtube e facebook. Modera il webinar Marco Girardo, partecipano Luigi Bobba – Presidente di Terzjus – Gianluca Salvatori – Segretario Generale di Euricse – l’on.le Patrizia Toia – Co-Presidente dell’Intergruppo dell’Economia Sociale al Parlamento Europeo – […]

Non profit, economia di prossimità e nuovi modelli economici: una ricerca suggerisce nuovi scenari sulle attitudini dei donatori.

Per noi fare comunità significa mettere insieme idee, persone, storie e valori. Per questa ragione abbiamo scelto di aprire, sempre di mercoledì, una stanza virtuale per condividere con voi le esperienze preziose che abbiamo incontrato nel nostro percorso di innovazione sociale direttamente dalla voce dei protagonisti.

Agricoltura Sociale: approvata la legge regionale Emilia-Romagna n. 1/2022

Il contributo presenta la recentissima legge della Regione Emilia-Romagna in materia di agricoltura sociale, che espressamente prevede che l’imprenditore agricolo possa svolgere tali attività anche in collaborazione con enti del terzo settore e imprese sociali.

Il Terzo Settore: importante soggetto per il rilancio del Paese

Pur considerandolo tra le importanti leve per la coesione sociale e citandolo come strumento trasversale per lo sviluppo del Paese, nei primi fondi del PNNR messi a bando non c'è una indicazione precisa di partecipazione ad essi da parte del Terzo Settore. Ne parla Bobba nell'editoriale pubblicato su Interris il 3 febbraio.

L’Europa scommette forte sull’economia sociale. E l’Italia?

Con il Piano presentato dalla Commissione all’economia sociale viene finalmente riconosciuto il potenziale di rimodellare lo sviluppo economico secondo principi di sostenibilità ambientale e sociale, stimolando la trasformazione di cui si avverte sempre più il bisogno. E sollecita la nomina di coordinatori nazionali che si intestino la guida di queste strategie e il coordinamento sul tema delle varie autorità pubbliche. Roma saprà essere all'altezza della sfida?

Tre sfide per il Terzo settore che verrà

In questo contributo - pubblicato nel volume "Mutamenti", edito di recente da Marsilio -, provo a delineare attraverso tre efficaci immagini le sfide che il Terzo settore ha di fronte. Infatti, la Riforma, il PNRR e il Piano d'azione dell'economia sociale UE spingono i soggetti del non profit a compiere scelte di futuro. Il Terzo settore che verrà può diventare struttura portante del Paese se saprà essere vettore di una crescita inclusiva; sentinella dei territori e delle persone che si sentono abbandonati; e attore non subalterno della democrazia digitale. Tre compiti che delineano un orizzonte dell'equità, il solo che ci può condurre ad una società giusta e più inclusiva.

Terzo settore senza frontiere – 3. The need for an EU legal framework for social economy organizations and its possible forms (presentation at the meeting of the EESC – Group III – SE Category, on 27 October 2021)

Nell'articolo – che costituisce il testo scritto di una relazione presentata ad una riunione del Comitato Economico e Sociale Europeo – si presentano dapprima le ragioni per cui un intervento normativo dell’Unione europea in materia di terzo settore sia essenziale e si discutono, successivamente, i possibili modelli di questa legislazione, manifestandosi preferenza per una legge europea che introduca uno status europeo di ente del terzo settore (e/o dell’economia sociale) piuttosto che per una legge europea istitutiva di uno o più specifici tipi di enti dell’economia sociale

Profili di diritto transitorio del terzo settore

Il diritto del terzo settore versa ancora in una fase transitoria a causa della mancanza di due eventi necessari alla sua messa a regime: l’avvio del RUNTS e l’autorizzazione europea alle norme fiscali. Nel presente contributo si presentano e discutono alcune fondamentali questioni legate alla complessa fase transitoria che terminerà soltanto quando le suddette condizioni si saranno realizzate.

Le attività diverse e il patrimonio destinato degli enti religiosi civilmente riconosciuti. Note a margine di recenti integrazioni alle norme sul Terzo settore

In sede di conversione del decreto legge semplificazioni-bis e PNRR (n. 77 del 2021) sono state modificate, tra le altre, le norme del Codice del Terzo settore e del decreto sull'Impresa sociale che concedono agli enti religiosi civilmente riconosciuti di accedere al regime del Terzo settore limitatamente ad un ramo della propria attività. Al fine di chiarire alcuni dubbi interpretativi emersi all'indomani dell'entrata in vigore della Riforma, le disposizioni sono state integrate prevedendo esplicitamente: la possibilità di svolgere nell'ambito del ramo anche attività diverse di cui all'art. 6 CTS; l'obbligo di indicare nel regolamento del ramo, o in atto allegato, i beni che compongono il patrimonio a questo destinato; la limitazione della responsabilità per le obbligazioni contratte in relazione alle attività del ramo al solo patrimonio a questo destinato e, al contempo, l'impossibilità per i creditori generali dell'ente religioso di far valere i propri diritti sul patrimonio destinato al ramo

Terzo settore senza frontiere/2 Le donazioni fiscalmente agevolate agli enti del Terzo settore in Europa

Le norme di legge relative alle donazioni fiscalmente agevolate in favore degli ETS sono particolarmente importanti per questi enti, soprattutto per quanti di loro contano, ai fini della propria sostenibilità, più su entrate “gratuite” che “da corrispettivo”. L’articolo 83 del Codice del terzo settore, disposizione ancora poco conosciuta nel mondo del terzo settore (come emerge dall’analisi condotta da Terzjus nel suo 1° Rapporto sulla riforma del 2017), ha ampliato i benefici fiscali rispetto al passato. L’analisi comparatistica dimostra, tuttavia, che disposizioni di questo genere esistono in tutti gli ordinamenti giuridici europei, in molti dei quali si trovano anzi soluzioni ancora più vantaggiose di quella italiana e discipline molto interessanti. Ad esse si fa riferimento nella breve nota che segue.

Lions Clubs e Terzo settore

Nella presente nota si dà conto dell’evoluzione dei Lions Clubs da semplici associazioni non riconosciute ad enti del Terzo settore. È stato elaborato a livello nazionale uno statuto tipo a cui si adegueranno i club italiani. Vengono qui di seguito delineati i tratti più caratterizzanti dello statuto e le linee di riforma dell’intera rete organizzativa in chiave di Terzo settore.

Terzo settore senza frontiere – 1. Verso una legge europea sugli enti del terzo settore.

La legislazione italiana sul terzo settore, per quanto originale e fortemente innovativa, non costituisce tuttavia un caso isolato in Europa. Allo stesso modo, l’Italia non è l’unico paese in cui il settore non profit è ampiamente diffuso. A livello europeo si stanno riproponendo forti spinte verso l’adozione di una legge europea sul non profit o il terzo settore. Lo scritto – che costituisce una breve sintesi di un più ampio studio condotto dall’Autore su incarico del Parlamento europeo – introduce al tema presentando le possibili strategie che possono essere adottate per giungere all’auspicata legislazione europea. La soluzione raccomandata dall’Autore, ove accolta, porrebbe la legislazione italiana in una posizione di primo piano nel panorama legislativo internazionale in materia.

Innovazione e Terzo settore, le parole d’ordine sono: cultura, contaminazione e investimenti

La domanda di innovazione del Terzo settore è il sesto working paper di Fondazione Italia Sociale, che, assieme a Deloitte Private e TechSoup Italia, ha intervistato circa 180 enti del Terzo settore per indagarne il rapporto con l’innovazione nella sua accezione più larga, ma anche più concreta. Si è investigato il tema in modo da cogliere cosa avviene nelle principali aree operative (leadership e cultura dell’innovazione, struttura organizzativa, gestione del personale, finanza sociale, tecnologia e digitalizzazione), con un focus quindi su cosa avvenga dentro le organizzazioni e prima della realizzazione di progetti e programmi.

Appunti e spunti in tema di impresa sociale degli enti ecclesiastici.

L’ente ecclesiastico non può, in senso stretto, né assumere la qualifica di ente del terzo settore né quella, più specifica, di impresa sociale, ma può avvalersi della disciplina di cui al d.lgs. 112/2017 (come in generale di quella di cui al Codice del terzo settore) per esercitare, direttamente o indirettamente, un’attività d’impresa d’interesse generale. Ciò può avvenire in due modi: o costituendo un “ramo impresa sociale” oppure costituendo un’impresa sociale strumentale in forma di s.r.l. o di s.p.a. unipersonale. Nello scritto si conduce un’analisi costi-benefici delle due opzioni alla luce della disciplina applicabile al “ramo impresa sociale” da un parte e alla società impresa sociale dall’altra. All’argomento molto dibattuto in dottrina della separazione patrimoniale si aggiunge l’elemento della governance come fattore in certi casi determinante ai fini della scelta. Lo scritto riprende e sviluppa i contenuti della relazione presentata dall’Autore al seminario “Ente ecclesiastico e gestione delle proprie opere. Ente collegato e ramo. Opportunità e criticità”, organizzato da USMI e CISM il 27 novembre 2020.

Gli enti ecclesiastici e il diritto del Terzo settore

Per le loro caratteristiche istituzionali, gli enti ecclesiastici svolgono tradizionalmente numerose attività di interesse generale regolate dalla riforma del Terzo settore. Nel contempo, gli accordi intervenuti tra lo Stato e le singole confessioni religiose vincolano l’applicazione della disciplina italiana al rispetto della struttura e della finalità di tali enti. La riforma ha, pertanto, previsto alcune norme particolari, che consentono agli enti ecclesiastici di beneficiare del regime promozionale previsto per gli enti del Terzo settore nel ricorrere di determinate condizioni. Il presente lavoro illustra la disciplina di legge e discute, in particolare, due di tali condizioni: il regolamento, che gli enti ecclesiastici sono tenuti ad adottare per consentire, mediante un atto di autonomia privata, l’equiparazione funzionale con gli enti di Terzo settore; e il patrimonio destinato, che gli enti ecclesiastici debbono costituire per lo svolgimento delle attività regolate dalla riforma. Il presente lavoro riproduce, con l’aggiunta delle note, la relazione svolta al Convegno, Il Terzo settore tra pubblico e privato nel prisma della comparazione (Genova, 30 novembre 2020) e ripropone, con alcune modifiche, le riflessioni contenute in A. Perrone - V. Marano, La riforma del Terzo settore e gli enti ecclesiastici: un rischio, un costo o un’opportunità?, in Stato, Chiese e pluralismo confessionale, Rivista telematica (www.statochiese.it), Novembre 2018 e in A. Perrone, Gli enti religiosi civilmente riconosciuti, in G. Sepio (a cura di), La riforma del Terzo settore, di prossima pubblicazione.

Enti del Terzo settore e contrasto alla povertà educativa

Per il contrasto alla povertà educativa si avvia una procedura di selezione di proposte per la concessione di contributi, a valere sulle risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione, per la realizzazione di progetti di interventi socio-educativi a favore di minori compresi nelle fasce d’età 0-6 anni, 5-14 anni e 11-17 anni di durata compresa tra i 24 e i 48 mesi.

Il 5X1000 dopo la riforma del Terzo Settore. Nel DPCM pubblicato ieri in G.U., tempi dimezzati per l’erogazione ai beneficiari.

Con il DPCM del 23/07/2020, pubblicato nella G.U. Serie Generale del 17/09/2020 n. 231, è arrivata al traguardo la riforma dell’istituto del cinque per mille, inserita all’interno del più ampio processo di riforma del Terzo settore. Criteri chiari per l'individuazione dei beneficari, per la ripartizione dei contributi e per le modalità di rendicontazione e pubblicità, elementi fondamentali per definire una solida e puntuale accountability nei confronti dei soci e di tutti i cittadini che operano le scelte contributive.

Enti del Terzo settore e beni immobili confiscati alla criminalità organizzata

Lo scorso 30 luglio, l’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata ha pubblicato un bando volto ad individuare gli enti collettivi cui assegnare, direttamente e a titolo gratuito, determinati beni immobili confiscati in via definitiva, al fine di destinare i medesimi a finalità sociali.

Formazione digitale, welfare di comunità e borghi. Ecco l’Action plan del Terzo Settore del futuro

La crisi dovuta all'emergenza Covid-19 non ha risparmiato gli enti del Terzo Settore che hanno comunque svolto un ruolo determinante durante il lockdown. Con le misure di sostegno del Decreto Rilancio l'associazionismo ha sicuramente tutte le possibilità di riprendersi ma anche una nuova opportunità per pensare a macroprogetti strategici per la coesione sociale del Paese.

Non c’è Terzo Settore senza diritto del Terzo Settore

Lo scorso 11 giugno, alla presenza “virtuale” di circa 300 partecipanti, si è svolto il primo seminario on-line organizzato da Terzjus, La registrazione integrale del seminario è reperibile nel sito dell’Osservatorio. Le note che seguono costituiscono la rielaborazione della mia introduzione e delle mie conclusioni al seminario. Ci si sofferma sulle sfide e le opportunità nascenti dagli articoli 55 e 56 del Codice, anche alla luce degli spunti forniti dagli autorevoli relatori intervenuti durante l’evento.

Decreto Rilancio, 4 proposte per rimettere al centro i giovani

L'ex sottosegretario al Welfare: "Nelle misure del governo finora le nuove generazioni sono state ignorate. Come rimediare? Si potrebbe destinare un miliardo a quattro nuove misure orientate a sviluppare nuove competenze, rafforzare ed allargare il sistema duale di apprendimento, favorire l’inserimento lavorativo dei giovani e proteggere il nuovo lavoro “on demande” gestito dalle piattaforme"
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