La dichiarazione di Toledo sull’economia sociale e solidale

L’economia sociale e solidale costituisce un modello fondamentale di sviluppo e merita di essere tenuta in ampia considerazione da parte degli Stati comunitari e dell’Unione europea

Lo scorso 4 dicembre, nell’ambito di un High-Level Meeting on the Social and Solidarity Economy in the European Union, promosso dal governo spagnolo, cui ha preso parte anche il Direttore generale dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro, è stata sottoscritta la dichiarazione di Toledo avente come oggetto The Social and Solidarity Economy as a key driver for an inclusive and sustainable future. Attraverso tale documento, gli Stati firmatari riconoscono e si impegnano a valorizzare il ruolo cruciale delle imprese sociali nel contesto comunitario, favorendo la cooperazione pubblica con tali soggetti per arginare anche gli effetti generati dalla pandemia.

Tale scelta politica e istituzionale si pone nel solco delle precedenti dichiarazioni sull’economia sociale, tra cui è possibile annoverare il  documento Unlocking the Potential of the Social Economy for EU Growth, elaborato nel corso dei lavori della Conferenza sull’economia sociale, tenutisi a Roma nel novembre del 2014, la dichiarazione di Lussemburgo del dicembre 2015, che richiamava la centralità dell’economia sociale e solidale per il benessere e il futuro comunitario, la dichiarazione di Bratislava del 2016, nonché quella di Ljubljana e di Madrid del 2017, sino al più recente Pact for impact – Manifesto, siglato a Parigi nel 2019.

La dichiarazione di Toledo prende atto che il processo di crescita dell’economia sociale e solida costituisca un fattore di cambiamento della logica dell’iniziativa economica privata e punti a coniugare sostenibilità e benessere con l’autonomia privata. Al centro dell’agire economico in senso sociale e solidale compaiono la valorizzazione della persona umana e il reinvestimento degli utili conseguiti nel perseguimento delle finalità di interesse generale: si intende realizzare un costante e crescente miglioramento dei livelli occupazioni ed economici delle comunità di riferimento e accrescere la coesione sociale, riducendo le disuguaglianze e incrementando processi di tutela dell’ambiente circostante: ne deriva che the Social and Solidarity Economy constitutes an essential pillar from which to begin to rebuild Europe, supporting social innovation and its diffusion throughout the territory together with resilient economic systems.

La dichiarazione di Toledo individua sette specifici punti da seguire: 1) occorre innalzare la visibilità e il riconoscimento degli attori protagonisti nell’economia sociale e solidale attraverso un’azione sinergica e coordinata tra le istituzioni pubbliche e i soggetti privati coinvolti; 2) promuovere e rafforzare il modello di sviluppo economico sociale e solidale, attento ai valori della responsabilità sociale d’impresa; 3) favorire un quadro regolatorio coerente e incentivante, che sia parte di un ecosistema favorevole all’economia sociale e solidale; 4) finanziare con un piano di interventi robusto l’azione economica sociale e solidale; 5) riconoscere il ruolo centrale dei principali protagonisti di questo modello di sviluppo nella fase che seguirà all’emergenza pandemica; 6) aumentare la dimensione internazionale dell’azione economica sociale e solidale e 7) garantire e mantenere meccanismi di cooperazione.

Il Ministro italiano del lavoro, Nunzia Catalfo, nel sottoscrivere la dichiarazione di Toledo, ha ricordato il significativo intervento sistematico e culturale costituito dalla riforma del Terzo settore. Il nuovo quadro regolatorio, infatti, intende tutelare e valorizzare gli enti del Terzo settore e favorire il coinvolgimento dei medesimi attraverso le attività di co-programmazione e co-progettazione con le pubbliche amministrazioni (così come previsto all’art. 55 del codice del Terzo settore).

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