Enti religiosi

Doppio binario per i rami Ets e gli enti religiosi

Dal 2026, gli enti religiosi civilmente riconosciuti che aderiscono al Terzo settore avranno un regime fiscale a doppio binario per le attività di interesse generale svolte attraverso rami Ets. Le attività di religione e culto rimarranno soggette alla disciplina fiscale ordinaria. La scelta tra ramo Ets e impresa sociale dipenderà dalla prevalenza di attività commerciali e dal rapporto tra ricavi e costi.

Chiesa, Enti Religiosi e Terzo Settore

L’entrata in vigore del Codice del Terzo Settore nel 2026 spinge gli enti religiosi a riflettere sull’equilibrio tra riconoscimento e autonomia. Questo confronto, radicato nella storia, offre l’opportunità di ridefinire gli assetti organizzativi ed economici per meglio servire la missione spirituale e pastorale, ispirandosi al principio di sussidiarietà e al discernimento proposto dalla Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata.

Enti religiosi, norme concordatarie in soccorso

Prende forma il decreto sul contenimento della spesa pubblica. Due i punti fondamentali: fissata la soglia che fa scattare i nuovi obblighi, dai quali restano esclusi gli enti del Terzo settore (si veda «Il Sole 24 Ore» di ieri e di martedì). Resta il nodo degli enti religiosi. Ci si riferisce alla bozza di Dpcm attuativo delle previsioni della legge di bilancio 2025, che estendono i vincoli di spesa, tipici della Pa, anche a società ed enti privati che ricevono contributi statali «di entità significativa» (articolo 1, comma 858, della legge 207/2024).
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