Lucia Albano

Il Piano nazionale per l’economia sociale spiegato in dieci punti

Cooperative, imprese sociali, mutue, fondazioni, enti religiosi ed enti sportivi dilettantistici: un documento del Ministero dell’Economia e delle Finanze prova a dare un perimetro comune e una strategia decennale a un mondo che vale l’8% dell’economia privata italiana. In allegato potete scaricare il testo del Piano [di Stefano Arduini, pubblicato in Vita.it il 6 Luglio […]

Anche l’Italia adotta un piano d’azione per l’economia sociale

L’economia sociale entra ufficialmente tra le priorità strategiche del Paese. Con l’informativa data nel Consiglio dei ministri del 2 luglio, l’Italia compie un passo molto atteso, dotandosi per la prima volta di una strategia unitaria per lo sviluppo dell’economia sociale, destinata a orientare le politiche pubbliche dei prossimi anni.

L’economia sociale vara il piano: fisco e finanza a misura d’uomo

Il Consiglio dei ministri ha approvato un piano per l’economia sociale, riconoscendola come un ecosistema con un peso macroeconomico significativo. Il piano definisce i soggetti dell’economia sociale, distinguendo tra modelli economici e non economici, e individua un’agenda di sviluppo focalizzata su fiscalità, finanza e aiuti di Stato. L’obiettivo è dotare l’economia sociale di strumenti adeguati per valorizzarne le risorse e sostenere la crescita del settore.

Nasce l’agenda per lo sviluppo dell’economia sociale

Il governo italiano sta per approvare il Piano dell’economia sociale, un documento programmatico che definisce l’economia sociale come un ecosistema unitario, valorizzando la cooperazione e riconoscendo l’importanza di un approccio mutualistico. Il piano, frutto di un processo democratico e di un ampio coinvolgimento delle organizzazioni, individua una serie di azioni per lo sviluppo del settore, tra cui la creazione di una governance nazionale, il rafforzamento dell’accesso al credito e la promozione del social procurement. Inoltre, il piano prevede una revisione intermedia dopo cinque anni e alcune misure sono già state attuate, come la semplificazione del regime IVA e l’introduzione di una clausola di salvaguardia per l’Irap.

Economia sociale, Piemonte e Vallée pronti. E il Piano nazionale pure

Il Piano nazionale per l’Economia sociale, in fase di approvazione, mira a sostenere la crescita di questo settore in Piemonte e Valle d’Aosta, dove rappresenta una componente strutturale dell’economia. L’incontro ha evidenziato l’importanza di strumenti come gli Osservatori territoriali e i Comitati Territoriali per l’Economia Sociale (Cotes) per promuovere lo sviluppo sostenibile e l’inclusione sociale. Il Piano si concentra su fiscalità, semplificazione, incentivi e valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico, con un’attenzione particolare all’imprenditoria sociale femminile e giovanile.

La centralità delle realtà dell’economia sociale nella preparazione del nuovo piano nazionale

Il Ministero dell’Economia e Finanze sta preparando un Piano Nazionale per l’Economia Sociale, rispondendo alla Raccomandazione del Consiglio UE del 2023. Il piano, in consultazione pubblica fino al 12 novembre, mira a creare un quadro normativo e incentivante per le realtà dell’economia sociale, valorizzando il loro contributo al benessere comune e alla coesione sociale. L’iniziativa prevede il coinvolgimento di enti locali, imprese e cittadini, con un focus particolare sulle aree interne e sulla creazione di occupazione di qualità.

Relazione introduttiva di Antonio Chelli, Presidente FIMIV, al Convegno “Le società di mutuo soccorso tra solidarietà e sussidiarietà”, Milano, 31 ottobre 2025

Il Piano d’azione nazionale per l’Economia Sociale chiarisce il ruolo delle Società di Mutuo Soccorso come enti del terzo settore, distinguendo tra SMS storiche e sanitarie. Si propone una revisione della legge 3818/1886, mantenendo i principi solidaristici e non commerciali, e si auspica la creazione di un organismo nazionale presso il Ministero della Salute. Tuttavia, la crescita esponenziale delle SMS solleva preoccupazioni riguardo alle “mutue spurie” che operano in ambiti non previsti dalla legge, eludendo i principi solidali.

Albano (Mef): non esiste economia senza dignità delle persone

«Le persone devono essere poste al centro di un’economia che finalmente ne prenda in carico i bisogni e le fragilità attraverso un Piano d’azione nazionale per l’economia sociale». Lo ha detto il sottosegretario all’Economia e Finanze, Lucia Albano in occasione dei lavori del Piano d’azione nazionale per l’economia sociale, svoltosi presso il Mef.  
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