Enti del Terzo settore e contrasto alla povertà educativa

Per il contrasto alla povertà educativa si avvia una procedura di selezione di proposte per la concessione di contributi, a valere sulle risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione, per la realizzazione di progetti di interventi socio-educativi a favore di minori compresi nelle fasce d’età 0-6 anni, 5-14 anni e 11-17 anni di durata compresa tra i 24 e i 48 mesi.

Lo scorso 9 novembre, l’Agenzia per la coesione territoriale ha promosso un’importante iniziativa rivolta al Terzo settore e volta a contrastare la povertà educativa nelle regioni Lombardia e Veneto, nonché nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. È stata avviata una procedura selettiva per la concessione di contributi destinati alla realizzazione di progetti riguardanti interventi socio-educativi per il contrasto alla povertà educativa, da realizzarsi nelle aree regionali sopra indicate.

I progetti dovranno essere presentati da partnership costituite, a pena di esclusione, da un minimo di tre soggetti: il ruolo del soggetto proponente, a cui è demandato l’onere di curare i rapporti della partnership, dovrà essere rivestito, necessariamente, da un ente del Terzo settore, la cui attività di interesse generale risulti coerente con l’avviso pubblico. Si richiede, tuttavia, che l’ente risulti già costituito – mediante atto pubblico o scrittura privata autenticata o registrata – da almeno due anni. Oltre al soggetto proponente, nella partnership dovrà obbligatoriamente figurare almeno un altro ente del Terzo settore. Per quanto concerne la compagina soggettiva della partnership, è possibile, oltre agli enti del Terzo settore, la presenza di soggetti appartenenti al mondo della scuola, delle istituzioni, dei sistemi regionali di istruzione e formazione professionale, dell’università, della ricerca e/o a quello delle imprese.

Giova segnalare che possono essere finanziate iniziative rivolte alla fascia dei minori tra i cinque e i quattrodici anni e dirette alla promozione della scuola: si intende sostenere la crescita dei minori e delle loro famiglie, in forte integrazione con il Terzo Settore e le forme di auto-organizzazione di cittadini e genitori. Si favorisce, pertanto, il delinearsi di una “scuola aperta”, ovvero di uno spazio fisico accogliente e sicuro, aperto alla comunità come luogo di apprendimento, confronto, socializzazione e crescita. I progetti educativi, nel complesso, intendono favorire la cura degli spazi comuni, in cui sperimentare modelli positivi di utilizzo del tempo libero e di promozione della cittadinanza e della legalità, prevenendo l’affermarsi di atteggiamenti devianti e sviluppando il senso di riappropriazione degli spazi, valorizzando l’impegno e l’effettivo protagonismo dei ragazzi coinvolti nel progetto.

Il finanziamento del progetto è legato alla logica pay-by-results: è previsto che gli anticipi possano essere erogati su richiesta del soggetto proponente nel limite massimo del 20% del contributo complessivo. Le successive erogazioni, fino al fino al 70% del contributo concesso, sono collegate ad uno o più stati di avanzamento: esse avverranno a fronte del riscontro delle attività realizzate e della presentazione della rendicontazione della spesa effettivamente sostenuta da parte del soggetto proponente. Il saldo finale, pari al 10% del contributo concesso, verrà erogato alla conclusione del progetto, dovendo essere preceduto dalle verifiche amministrativo-contabili e dalla positiva valutazione degli obiettivi raggiunti dal progetto da parte dell’Agenzia.

In conclusione, può rilevarsi come il Terzo settore rappresenti un fondamentale sistema di azione per l’aumento del benessere sociale e per il sostegno alle fasce più vulnerabili della popolazione, dando così concretezza al principio di sussidiarietà costituzionale, come espresso anche dall’art. 55 del Codice del Terzo settore.

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