Comunicato Stampa
Terzjus Report 2025: il Terzo settore accelera e diventa motore del Paese
Crescono partecipazione civica online, donazioni, 5 per mille, occupazione e amministrazione condivisa
Roma, 6 marzo 2026. Si è svolta oggi a Palazzo Wedekind la presentazione del Terzjus Report 2025, “La riforma al traguardo. Risultati, nodi irrisolti e futuro del Terzo Settore”, che segna un passaggio storico per il Terzo settore italiano: a quasi dieci anni dalla legge delega 106/2016, il quadro normativo è sostanzialmente completato.
Il Terzo settore italiano non solo tiene: cresce, si innova e consolida il proprio ruolo strategico per il benessere sociale ed economico del Paese. Il Rapporto restituisce infatti l’immagine di un comparto dinamico, partecipato e sempre più centrale nelle politiche di welfare e nello sviluppo dell’economia sociale.
Con il via libera europeo al nuovo regime fiscale degli ETS e l’emanazione del DM 125/2025 su controlli e autogoverno degli ETS dal 1° gennaio 2026 è entrato pienamente in vigore il nuovo sistema tributario dedicato. La legge di bilancio ha inoltre portato a 610 milioni di euro la dotazione del Fondo 5 per mille.
Oggi il Terzo settore conta oltre 140.000 enti iscritti al RUNTS nella nuova fase post-riforma e rappresenta circa il 4,5% dell’occupazione privata. Alcune problematiche strutturali restano però evidenti: il differenziale retributivo medio rispetto al resto dell’economia privata è pari a circa il 25-30% in meno, il 73% degli occupati è donna, con un’alta incidenza di part-time, e la retribuzione media dei lavoratori dipendenti è pari a 13.331 euro. Più del’80% degli occupati è concentrato nelle imprese sociali.
La nuova disciplina fiscale e il sistema dei controlli sono stati approfonditi da Maurizio Leo, Viceministro MEF, insieme a Vincenzo Carbone, Direttore dell’Agenzia delle Entrate, e Alessandro Lombardi, Capodipartimento Politiche sociali del MLPS. Obiettivo condiviso: rafforzare certezza normativa, trasparenza e responsabilità.
Il Viceministro dell’Economia e delle Finanze con delega alle Finanze, Maurizio Leo, ha illustrato, con un videomessaggio, le principali misure adottate dal Governo a favore del Terzo Settore nell’ambito dell’attuazione della riforma fiscale prevista dalla legge n. 111 del 2023 con interventi su plusvalenze, IVA e regime di esclusione. «Confermo – ha concluso Leo – ancora una volta grande interesse e attenzione da parte del Governo, del Ministero dell’Economia e delle Finanze e il mio particolare su questo comparto che ritengo strategico per l’economia nazionale».
Il Piano d’Azione Nazionale per l’Economia Sociale (PANES) è stato indicato come la cornice strategica per consolidare e sviluppare un comparto che già oggi rappresenta un attore rilevante dello sviluppo territoriale. Ne hanno discusso Lucia Albano, Sottosegretario MEF, con Simone Gamberini (Legacoop), Maurizio Gardini (Confcooperative), Giancarlo Moretti (Forum Terzo Settore) e Gabriele Sepio, Segretario Generale di Fondazione Terzjus.
Il Piano – come ha osservato Gabriele Sepio, Segretario Generale di Terzjus – “punta per la prima volta a creare un perimetro culturale e giuridico entro il quale gli enti dell’economia sociale – cooperative, imprese sociali, ETS, enti religiosi, società di mutuo soccorso e Ssd – potranno finalmente utilizzare strumenti adatti a realtà che ispirano la propria azione a favore del bene comune. Finanza, fisco, public procurement e revisione delle regole sugli aiuti di Stato sono solo alcune delle priorità per costruire un quadro di regole e di incentivi volti a promuovere, come indicato dalla Raccomandazione UE, i soggetti dell’economia sociale in un welfare comunitario caratterizzato dalla reciprocità.”
Il Sottosegretario Ministero Economia e Finanza Lucia Albano ha illustrato i risultati della consultazione pubblica per il Piano d’azione Nazionale per l’Economia sociale, confermando l’interesse crescente verso il settore. “Non è un percorso – ha spiegato Lucia Albano – calato dall’alto: è frutto di una collaborazione corale, condivisa da tutti gli attori del settore». E il MEFguiderà una strategia interministeriale che agirà su quadro normativo, fiscalità, accesso al credito, risorse europee, valorizzazione del patrimonio pubblico e sviluppo delle competenze. Tra le priorità: strumenti finanziari dedicati, modelli di rating adeguati e maggiore informazione per gli enti. “L’economia sociale e del terzo settore è il vero modello economico che può produrre valore, innovazione, resilienza, coesione e capacità progettuale”. Chiudendo l’intervento ha richiamato una riflessione di Cesare Pavese: “L’unica gioia al mondo è cominciare. È bello vivere perché vivere è cominciare sempre, ad ogni istante”. Un messaggio scelto per rappresentare lo spirito del percorso avviato non solo come traguardo, ma come punto di partenza per una nuova fase di crescita, innovazione e progettualità condivisa.
Nel panel conclusivo, dedicato a lavoro e volontariato, si sono confrontati Maria Teresa Bellucci, Viceministro MLPS, Antonio Danieli (Assifero), Chiara Tommasini (CSVnet) e Luigi Bobba, Presidente della Fondazione Terzjus.
Il Viceministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Maria Teresa Bellucci è intervenuta alla presentazione del V Rapporto Terzius, sottolineando, tra l’altro, l’importanza del decreto interministeriale dedicato alla certificazione delle competenze dei volontari che va“nella direzione – ha spiegato la Bellucci – di riconoscere formalmente il valore di una scelta personale, quelladi dedicare tempo al volontariato e alla costruzione del bene comune e la trasforma in un elemento visibile e spendibile nel percorso di vita di ciascuno”. “Una volta ottenuta la certificazione, – ha aggiunto – quelle competenze diventano riconoscibili e riconosciute: nel percorso scolastico, universitario e anche nei concorsi pubblici. Gli enti che vorranno valorizzare l’esperienza di volontariato potranno farlo attribuendo un titolo di preferenza a chi, a parità di punteggio, ha svolto attività di volontariato. Ed è una scelta giusta: chi ha fatto volontariato ha dimostrato nei fatti di essere un servitore della comunità, di avere un forte senso del servizio pubblico”.
“Abbiamo impiegato quasi dieci anni per costruire un’infrastruttura normativa solida. Oggi quella stagione si chiude – ha dichiarato Luigi Bobba, Presidente della Fondazione Terzjus -. Ma le regole, da sole, non bastano. Se il differenziale salariale con gli altri lavoratori dell’economia privata resta così rilevante, la sfida ora è trasformare la riforma in qualità del lavoro e sostenibilità economica degli ETS. Il nuovo inizio significa passare dalla regolazione alla crescita, dall’adempimento all’impatto sociale misurabile, da ruolo di supporto alla PA per la fornitura di servizi sociali, a soggetto di innovazione sociale. E significa anche riconoscere che l’economia sociale non è un settore residuale, ma una componente strutturale del modello di sviluppo del Paese: produce occupazione, coesione sociale e servizi essenziali nei territori specialmente quelli più marginali. Se vogliamo difendere l’universalismo del nostro welfare – conclude Bobba – dobbiamo investire sul Terzo settore e sull’economia sociale come leva strategica di innovazione e competitività inclusiva».
La giornata si era aperta con i saluti di Maria Luisa Gnecchi (INPS), Marco Gilli (Consulta delle Fondazioni di Origine Bancaria del Piemonte e della Liguria), Giovanni Azzone (Fondazione Cariplo) e Giovanni Tessitore (Fondazione Cattolica di Generali Italia).
Il messaggio emerso è chiaro: completata la riforma, il Terzo settore è chiamato a una nuova fase di responsabilità e sviluppo.
Non più il tempo dell’attesa. È il tempo di trasformare regole e numeri in qualità del lavoro nel sociale, sviluppo di nuove forme dell’impegno volontario, attrattività per i giovani e capacità di innovazione sociale.
Il Terzjus Report 2025, “La riforma al traguardo. Risultati, nodi irrisolti e futuro del Terzo Settore”, è scaricabile gratuitamente a questo link https://terzjus.it/rapporto/
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