Ѐ stato approvato all’unanimità il 9 febbraio scorso in Consiglio Comunale l’atto che chiede di riconoscere l’economia sociale come pilastro del futuro democratico ed economico della Città di Torino: la Città si doterà quindi di un Piano cittadino dell’Economia Sociale, specifico rispetto a quello presentato il 30 giugno scorso per la Città metropolitana, ed orientato a tenere insieme innovazione sociale, rigenerazione urbana, politiche del cibo, transizione ecologica e protagonismo giovanile.
Il documento intende valorizzare le specificità della città in uno strumento di indirizzo strategico e di coordinamento delle molteplici sperimentazioni e progettualità già attive in ambiti quali innovazione cisociale, rigenerazione urbana, politiche del cibo, welfare di comunità, economia circolare, comunità energetiche, finanza a impatto sociale e giovani.
Chiede altresì di riconoscere le politiche del cibo come componente strutturale dell’economia sociale torinese, riconoscendo le esperienze già attive e prevedendo l’elaborazione di un Piano “Food & Social Economy”, volto a sostenere filiere corte, contrasto allo spreco, inclusione lavorativa e innovazione sociale nel sistema alimentare torinese.
“Siamo in una fase cruciale per l’economia sociale, che non ha più solo una funzione riparativa, ma è in grado di generare valore e può costruire regole di fiducia, coesione e partecipazione. Declineremo il Piano Metropolitano sull’Economia Sociale realizzando un vero e proprio piano per Torino. È un atto importante che riguarda un tema non ancora entrato nel pieno del dibattito politico. Riguarda lo sviluppo e la competitività del territorio e la coesione sociale” ha affermato la consigliera Tiziana Ciampolini, prima firmataria. “L’Italia sta sviluppando un Piano dell’Economia sociale a partire da una raccomandazione europea del 2023 per trovare nuove soluzioni a lacerazioni sociali e povertà, non delegando il tema solo al terzo settore, e la Città Metropolitana di Torino è stata tra le prime in Italia a decidere di costruire e adottare un Piano per l’economia Sociale. È una questione di metodo e prospettiva, che richiede una declinazione a livello cittadino, anche considerando il fatto che Torino ha una tradizione di lungo periodo nel collegare politiche sociali, sviluppo economico e rigenerazione urbana e ha già avviato varie sperimentazioni, oltre a ospitare il Competence Center nazionale per l’Innovazione sociale”.
Torino, su questo terreno, è stata pioniera e arriva preparata: qui opera dal 2017 Torino Social Impact, una piattaforma che sta costruendo un percorso collettivo tra istituzioni, imprese profit e non profit, promuovendo un modello di sviluppo dove competitività e valore sociale intendono camminare insieme.
A partire da queste premesse, si sta sviluppando sul territorio regionale un progetto, proposto da Fondazione Terzjus e cofinanziato da Fondazione CRT, con la collaborazione di Unioncamere Piemonte, che punta alla nascita di Comitati territoriali per l’economia sociale nei territori delle Camere di commercio del Piemonte e della Valle d’Aosta (al momento i Comitati attivi sono a Torino e Cuneo). Questa operazione è perfettamente in linea con le indicazioni europee e nazionali, che saranno confermate dal Piano Nazionale per l’economia sociale, in fase di approvazione, e che danno ai territori una grande rilevanza come motori di sviluppo e rafforzamento dell’economia sociale. Il progetto regionale prevede inoltre che ogni territorio a tendere rediga un proprio Piano, declinando gli obiettivi e le azioni secondo le proprie specificità, in un lavoro che tenga conto delle esperienze esistenti e di quelle che potranno essere stimolate e supportate.