Carlo Penati, docente di Cultura e Valore, intervista Luigi Bobba, nell’ambito del corso di formazione “Progettazione e coprogettazione: regionale e nazionale”, organizzato dalla Direzione Generale Cultura di Regione Lombardia con Polis Lombardia rivolto a responsabili e operatori dei luoghi della cultura lombardi (Milano 10 marzo 2026).
Il video raccoglie l’intervista a Luigi Bobba, già parlamentare e sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali nei governi Renzi e Gentiloni e oggi presidente della Fondazione Terzius, condotta da Carlo Penati, docente di Cultura e Valore, nell’ambito del corso di formazione “Progettazione e coprogettazione: regionale e nazionale”, organizzato dalla Direzione Generale Cultura di Regione Lombardia con Polis Lombardia per responsabili e operatori dei luoghi della cultura lombardi (Milano, 10 marzo 2026).
Nel dialogo, Bobba ricostruisce la genesi del Codice del Terzo Settore a partire dalla legge delega del 2016, sottolineando la volontà del legislatore di superare una situazione di frammentazione normativa e di attribuire al terzo settore un ruolo strutturale nell’organizzazione sociale ed economica del paese.[14
Bobba illustra come il Codice abbia unificato in un unico testo le norme precedenti, introducendo elementi innovativi volti a rafforzare la sussidiarietà orizzontale e a valorizzare l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, in linea con il principio enunciato all’articolo 118, ultimo comma, della Costituzione.
Nel corso dell’intervista vengono presentati i principali dati del Registro Unico del Terzo Settore, che raccoglie circa 140.000 enti, di cui oltre 51.000 rappresentano nuove realtà emerse successivamente alla riforma, non preesistentemente iscritte ai registri regionali o camerari. Il quadro evidenzia distinti profili di struttura: da un lato l’area associativo‑volontaristica, prevalentemente fondata sull’impegno gratuito, e dall’altro l’area imprenditoriale sociale, che mobilizza più dell’80% dei lavoratori operanti nel comparto.
Bobba richiama inoltre l’evoluzione del sistema di finanziamenti: la semplificazione delle norme fiscali ha favorito una crescita del flusso donativo e ha consolidato il 5 × 1000 come strumento di finanziamento ordinario, che oggi coinvolge circa 18 milioni di contribuenti e si rende automatico per gli enti iscritti al Registro Unico.
Un focus specifico riguarda l’articolo 55 del Codice, che istituisce l’amministrazione condivisa, attraverso forme di coprogrammazione, coprogettazione e accreditamento. Bobba ne sottolinea il rilievo costituzionale, richiamando la sentenza 131/2020 della Corte Costituzionale, che identifica gli ETS come soggetti rappresentativi della società solidale e riconosce alla loro collaborazione con le pubbliche amministrazioni una natura di partnership finalizzata alla produzione di beni a elevato valore sociale, piuttosto che a mera fornitura di servizi.
Dal punto di vista dell’attuazione, il quadro risultante è ancora parzialmente disomogeneo: il numero di avvisi di coprogettazione è in crescita, ma risulta concentrato soprattutto nelle regioni del Nord e in ambiti prettamente welfare, mentre le aree culturali, sportive e ambientali restano ancora marginali.
Bobba segnala, inoltre, l’esiguo utilizzo della facoltà prevista dall’articolo 55 perché siano gli stessi ETS a promuovere processi di coprogettazione, con pochi enti che esercitano tale prerogativa, e la difficoltà di alcune organizzazioni a sostenere i costi organizzativi e professionali connessi alla partecipazione alle procedure.
Tra gli esempi positivi, viene citata l’esperienza di coprogettazione realizzata a Brindisi, in cui un consorzio di servizi socio‑assistenziali e un ente di terzo settore hanno co‑progettato un intervento di sollievo per famiglie con bambini con gravi disabilità e di vacanza‑gioco per i minori interessati, dimostrando il potenziale di questo modello anche in contesti del Sud Italia.
Come ulteriore elemento di qualificazione, Bobba richiama il bando promosso da una fondazione bresciana (ASM) per sostenere i costi sostenuti dagli ETS che partecipano alle procedure di coprogettazione, suggerendo la replicabilità di questa logica in altri contesti, in particolare da parte delle fondazioni bancarie.
In conclusione, l’intervento di Luigi Bobba configura l’amministrazione condivisa come strumento chiave per misurare la qualità della riforma: il vero obiettivo consiste nel realizzare servizi e interventi di maggiore qualità, personalizzazione e prossimità rispetto a una logica meramente contrattualistica, con effetti misurabili sul benessere dei cittadini e sulle comunità locali.