[di Gabriele Sepio, pubblicato in «Il Sole 24 Ore» del 30 maggio 2026]
Per le organizzazioni di volontariato (Odv) e le associazioni di promozione sociale (Aps), passaggio al regime forfettario con modifiche al trattamento Iva. L’entrata in vigore delle disposizioni fiscali del Codice del Terzo settore (Cts) segna un punto di svolta per il non profit italiano.
Per centinaia di migliaia di enti si chiude definitivamente l’era del regime forfettario previsto dalla legge 398/91 che, invece, resta per le sole associazioni e società sportive dilettantistiche che scelgano di non accedere al Terzo settore.
E proprio in questa fase transitoria di passaggio dalla legge 398/91 ai nuovi regimi fiscali forfettari (articoli 80 e 86 Cts), una rilevanza specifica assume il regime previsto dall’articolo 86 per associazioni di promozione sociale (Aps) e organizzazioni di volontariato (Odv) con ricavi commerciali annui non superiori agli 85mila euro.
Il rispetto di questa soglia va valutato considerando le entrate che si qualificano commerciali ai fini delle imposte sui redditi.
Cambia in questo senso il paradigma di calcolo, posto che l’Aps (o l’Odv) potrebbe accedere anche con un volume di entrate corrispettive ben superiori al plafond degli 85mila euro annui ma che, in base ai nuovi criteri dell’articolo 79 del Cts, si qualificano come non commerciali.
La misura dell’articolo 86 del Cts si pone in continuità con la legge 398/91 sotto il profilo Ires, prevedendo una determinazione forfettaria del reddito imponibile, mentre ai fini Iva prevede di fatto la disapplicazione del tributo. L’adozione del regime dell’articolo 86 del Cts, per gli enti con esercizio finanziario coincidente con anno solare, prevede anche semplificazioni quali l’esonero dall’emissione della fattura e dagli adempimenti connessi: esonero dalla presentazione della dichiarazione Iva, dagli obblighi di registrazione delle fatture e certificazione dei corrispettivi.
Aspetti, questi, da considerare specie per gli enti diversi da Asd e Ssd per i quali le novità fiscali sono scattate dal 1° gennaio scorso. A partire da questa data questi enti non dovranno più emettere fattura con Iva al 50%, non trovando più applicazione l’opzione contemplata dalla legge 398/1991.
Ove l’ente adotti un comportamento in continuità con il regime vigente al 31 dicembre 2025, sarebbe tenuto a emettere note di credito a storno rispetto alle fatture già emesse (e saldate) nel 2026. Nonché a emettere nuove fatture con applicazione dell’Iva ordinaria, se non ha i requisiti per l’articolo 86 del Cts.
Diversamente, per le Aps e Odv che accedono a quest’ultimo regime, la fattura dovrà essere emessa senza l’addebito dell’imposta e riportando codice natura N2.2. Questo in linea con le recenti indicazioni fornite dall’agenzia delle Entrate nella circolare 1/E del 2026.
Altro tema da considerare in questa fase transitoria è la rettifica della detrazione Iva sugli acquisti. I beni ammortizzabili acquistati nel vecchio regime potrebbero infatti richiedere una rettifica della detrazione secondo l’articolo 19-bis2 del Dpr 633/1972.
Questo sia nel passaggio degli enti dal regime della legge 398/91, sia nel passaggio dalle regole Iva ordinarie a quelle dell’articolo 86 del Cts.
L’ultimo aspetto riguarda lo split payment. Vale a dire quel meccanismo che trova applicazione ai fornitori della Pubblica amministrazione che operano in regime Iva ordinario. Non anche a quelli che operano in forfettario per i quali è prevista un’ipotesi di esonero espresso.
È chiaro che in questo caso l’applicazione o meno dello split payment nelle fatture relative a operazioni tra Pubblica amministrazione e enti associativi dipende dal regime Iva adottato da questi ultimi. Se dal 2026 l’ente opta per il regime dell’articolo 86 del Cts continuerà a non trovare applicazione lo split payment, non essendo prevista l’applicazione dell’Iva.
Attenzione, invece, agli enti associativi diversi dalle Aps (o Odv) o con volume di ricavi annui superiori a 85mila euro per i quali si attiva lo split payment, con versamento dell’Iva ordinaria direttamente dalla Pa.