La Fondazione si prepara ad accompagnare il decennale del Codice del Terzo settore e il nuovo percorso dell’economia sociale. Rinnovati gli organi e tracciate le linee strategiche per il prossimo triennio
a cura della Redazione
Luigi Bobba è stato confermato oggi presidente della Fondazione Terzius per il prossimo triennio, così come il Segretario generale Gabriele Sepio e il direttore scientifico Antonio Fici. È stato deciso oggi nel corso dal nuovo Consiglio di amministrazione designato dai partecipanti della compagine di Terzjus
La Fondazione Terzjus apre una nuova stagione di lavoro, nel segno della continuità, del consolidamento e dell’allargamento del proprio campo di azione. La seduta del Collegio dei partecipanti fondatori e aderenti, seguita dal Consiglio di amministrazione, ha rappresentato un passaggio istituzionale importante: da un lato il rinnovo degli organi, dall’altro l’avvio di una riflessione strategica sulle priorità dei prossimi tre anni.
Il momento ha offerto anche l’occasione per tracciare un bilancio del quadriennio appena concluso, un periodo nel quale Terzjus ha conosciuto una crescita significativa, sia nella composizione della propria compagine sociale sia nello sviluppo delle attività di studio, ricerca, formazione e monitoraggio della Riforma del Terzo settore.
Da associazione a fondazione: una crescita costante
Nel suo intervento introduttivo, il presidente Luigi Bobba ha ricordato le origini di Terzjus, nata come associazione, con quattro primi soci fondatori, nel dicembre 2019 e presentata ufficialmente il 25 giugno 2020, in piena emergenza Covid e dunque interamente a distanza. Una partenza complessa, segnata dalle restrizioni della pandemia, ma anche dall’urgenza di costruire un luogo stabile di osservazione, approfondimento e accompagnamento della Riforma del Terzo settore.
Nel giugno 2022, con la trasformazione dell’associazione in fondazione, i partecipanti fondatori erano già diventati undici. Oggi Terzjus conta ventiquattro soci.
Si tratta di una compagine plurale e originale, che riunisce reti e organizzazioni del Terzo settore, fondazioni, soggetti pubblici e privati, ordini professionali e realtà rappresentative di mondi diversi ma accomunati dall’interesse per lo sviluppo del Terzo settore e dell’economia sociale. Una pluralità che costituisce uno degli elementi distintivi della Fondazione.
Il bilancio del quadriennio
Il primo compito assunto da Terzjus, e rimasto centrale nel tempo, è stato il Terzjus Report, strumento di analisi e monitoraggio che ha accompagnato i passaggi più rilevanti dell’attuazione della Riforma del Terzo settore. Il Report è diventato negli anni un punto di riferimento per istituzioni, studiosi, operatori e organizzazioni.
Accanto a questo lavoro si è progressivamente sviluppata l’attività formativa anche grazie alla collaborazione con sei diverse università. Allo stesso tempo, la Fondazione ha consolidato filoni di ricerca su temi come reti associative, centri di servizio per il volontariato, volontariato di competenza, amministrazione condivisa, fiscalità, finanza sociale, lavoro e nuove forme dell’economia sociale.
Bobba ha sottolineato come Terzjus abbia cercato di esercitare un ruolo non di rappresentanza ma di servizio autorevole, fondato sull’elaborazione di dati, sullo sviluppo di competenze scientifiche e sulla capacità di sviluppare nuove proposte. In questi anni la Fondazione ha avanzato riflessioni e proposte di policy che hanno trovato ascolto tra i soci, presso le istituzioni e, in alcuni casi, hanno dato luogo anche ad interventi normativi.
La crescita delle attività è stata accompagnata anche da un rafforzamento della comunicazione, attraverso il sito, i canali social e una più ampia attività di divulgazione, con l’obiettivo di rendere accessibile il lavoro della Fondazione a una platea sempre più larga.
Confermata la Presidenza Bobba
Il nuovo Consiglio di amministrazione ha confermato Luigi Bobba alla Presidenza della Fondazione. La proposta di conferma è stata avanzata da Enrico Piron, che ha sottolineato la crescita quantitativa e qualitativa di Terzjus negli ultimi anni, attribuendola al lavoro collettivo della struttura, degli organi e dei soci, ma anche alla lucidità e alla lungimiranza della guida del Presidente.
Sono stati confermati, come già ricordato, anche Gabriele Sepio nel ruolo di Segretario generale, Antonio Fici come Direttore scientifico e Matteo Pozzoli quale Organo di controllo.
Nel presentare le conferme, Bobba ha richiamato il contributo decisivo di Gabriele Sepio fin dalla nascita dell’associazione e poi della Fondazione, soprattutto sul piano tecnico e delle relazioni istituzionali. Ha poi ricordato il ruolo di Antonio Fici nel garantire il rapporto con il mondo accademico e nel consolidare il profilo scientifico di Terzjus, anche attraverso il Terzjus Report e il lavoro del Comitato scientifico. Infine, ha evidenziato l’importanza del lavoro di Matteo Pozzoli nel presidio della correttezza e della trasparenza economico-finanziaria.
Le priorità per il prossimo triennio
Conclusa la parte formale, il Consiglio ha avviato una prima riflessione sulle linee strategiche del prossimo triennio, che saranno approfondite nella seduta del prossimo 29 luglio. Bobba ha organizzato il ragionamento attorno a tre domande: dove andare, con chi compiere il percorso e come lavorare.
La prima priorità sul “dove andare” riguarda il decennale del Codice del Terzo settore, che ricorrerà il prossimo anno. Dopo il decennale della legge delega, il decennale del Codice rappresenterà il vero banco di prova per valutare l’attuazione della riforma, misurarne l’efficacia e individuare le sfide future ancora aperte. Terzjus intende accompagnare questa ricorrenza con un lavoro specifico, nella forma di un Report speciale e di un percorso di analisi più ampio, capace di guardare non soltanto ai risultati raggiunti, ma anche ai prossimi dieci anni del Terzo settore. La seconda direttrice è quella dell’economia sociale. Il percorso della Riforma del Terzo settore si intreccia oggi con il Piano d’azione nazionale per l’economia sociale, in coerenza con gli orientamenti europei. Questo nuovo perimetro non è alternativo al Terzo settore, ma lo allarga e lo mette in relazione con altri mondi: cooperazione, sport, enti religiosi, mutualismo e altre forme organizzative orientate all’interesse generale. La terza priorità riguarda il ruolo culturale e istituzionale del Terzo settore e dell’economia sociale nella vita del Paese. Terzjus si propone di contribuire a evitare che questi mondi restino marginali, laterali o opzionali, offrendo invece strumenti di pensiero, ricerca e proposta per riconoscerne pienamente il valore sociale, economico e di partecipazione democratica.
Il percorso è da realizzare innanzitutto con i soci anche con forme di coinvolgimento più proattive pur con una struttura organizzativa leggera. Strategie e azioni che saranno definiti nel corso del prossimo consiglio di amministrazione di luglio.
Tra i possibili ambiti di lavoro sono stati richiamati la individuazione chiara del peso dei soggetti dell’economia sociale, la nuova regolazione fiscale avviata dopo la comfort letter, la finanza sociale, lo sport, il volontariato nelle reti associative, l’amministrazione condivisa, il lavoro negli ETS e la misurazione dell’impatto sociale. Senza perdere autorevolezza e qualità del lavoro di monitoraggio e ricerca, Terzjus intende rivolgersi ad un perimetro più ampio di soggetti anche attraverso lo sviluppo delle azioni previste con l’Atlante del terzo settore.
Una nuova stagione per Terzjus
Il rinnovo degli organi e il confronto sulle linee strategiche segnano dunque l’avvio di una nuova fase. Terzjus si presenta al prossimo triennio con una compagine più ampia, una rete di relazioni consolidata e un’agenda di lavoro che guarda al futuro del Terzo settore e dell’economia sociale.
La Fondazione conferma la propria vocazione: essere un luogo terzo, plurale e autorevole, capace di produrre conoscenza, favorire relazioni, accompagnare le istituzioni e contribuire alla costruzione di un nuovo paradigma culturale, economico e sociale.
Una sfida che parte dal bilancio positivo del quadriennio appena concluso, ma che guarda già ai prossimi dieci anni: quelli in cui il Terzo settore e l’economia sociale saranno chiamati a dimostrare, con ancora maggiore forza, il proprio ruolo nella vita democratica, sociale ed economica del Paese.