Nuovo incontro a Milano tra agenzia delle Entrate e associazioni e fondazioni.
[di Maria Carla De Cesari e Gabriele Sepio, pubblicato in «Il Sole 24 Ore» di Giovedì 25 Giugno 2026, pag. 32]
Focus sulla necessità di facilitare gli investimenti.
Per il Terzo settore un Fisco calibrato sulle sue specificità: svolgimento di attività di interesse generale senza finalità di lucro e con l’obiettivo di massimizzare le attività di interesse generale anche attraverso la gratuità e la mutualità
Si tratta – rimarca il direttore dell’agenzia delle Entrate, Vincenzo Carbone – di un cambio di paradigma. Non più agevolazioni o concessioni, che spesso sono state oggetto di contestazioni e di procedure di infrazione da parte dell’Unione europea ma regimi speciali dotati di autonomia, come sottolinea Tonj della Vecchia di Confcooperative
Si tratta di un cambio di impostazione con cui deve fare i conti il Terzo settore, un universo fatto di realtà multiformi, per oggetto e per forma di organizzazione e per dimensione. Proprio la pluralità e le diversità rendono indispensabile un’azione capillare di spiegazione della disciplina fiscale contenuta nel titolo X del decreto legislativo 117/2017: un compito che per il direttore dell’Agenzia Carbone va di pari passo con la necessità di incontrare le espressioni del Terzo settore in modo da conoscere difficoltà, punti di forza, prospettive. Ieri, il direttore Carbone era a Milano, ospite di Pirelli Hangar Bicocca, nella quarta tappa del roadshow dedicato al «nuovo assetto fiscale del Terzo settore», promosso insieme con l’Università Pontificia Salesiana
L’Agenzia e l’Università sono i capofila dell’iniziativa ma il confronto è diventato l’espressione del “patto” tra i soggetti che sono protagonisti del mondo dell’economia sociale: le centrali cooperative (Lega Coop e Confcoperative), il mondo del credito mutualistico con Federcasse, il Terzo settore (con il Forum, la rete di Csvnet) e la fondazione Terzjus presieduta da Luigi Bobba. Ieri, all’incontro in Hangar Bicocca l’ecosistema che è una parte dell’economia sociale ha dialogato con i rappresentanti delle imprese. Questi hanno sottolineato come il Terzo settore sia un terreno di contaminazione anche per l’economia di mercato. Sicuramente c’è il tema, da parte delle società, di concretizzare le istanze di sostenibilità e la volontà di esercitare la responsabilità sociale, come sottolinea Lucia Albano, sottosegretario al Mef
A partire da qui, lo sviluppo delle Fondazioni corporate, illustrato ieri dai responsabili tax di Pirelli e Snam, rispettivamente Massimo Ferrari e Giuseppe Nicosia
Ed è l’esperienza dei grandi gruppi a proporre quello che potrebbe essere uno sviluppo nella trasparenza, anche fiscale, delle realtà del Terzo settore specie per le Fondazioni che originano dai grandi gruppi e diventano veicolo di promozione delle attività tese a sostenere il Terzo settore. Il tema della cooperative compliance applicata alle fondazioni rappresenta un ambito ancora inesplorato
Se per le società di maggiori dimensioni il modello è consolidato come strumento di dialogo preventivo con l’amministrazione finanziaria e di gestione consapevole del rischio fiscale, per le fondazioni corporate permane l’esigenza di sviluppare un quadro specifico che tenga conto delle peculiarità del settore. Si tratta di realtà che oltre a dover applicare criteri di massima trasparenza e controllo. al fine di tutelare la reputation del brand, applicano regole fiscali completamente diverse rispetto al sistema d’impresa. Per questo occorrono processi basati sulle specificità di questi modelli e che potrebbero essere esplorati in divenire
Per Carbone, eventuali sviluppi al Terzo settore dell’adempimento collaborativo, devono essere valutati analizzando l’impatto della disciplina del tax control framework contenuta nella riforma fiscale, che ha affidato la certificazione della mappa dei rischi a professionisti opportunamente formati
Sul fronte della finanza e delle risorse destinate al Terzo settore il presidente della federazione lombarda delle Bcc, Alessandro Azzi, segnala l’esigenza di adeguare e regole europee alla esigenza di sostenere lo sviluppo del Terzo settore. Del resto, ancora oggi, gli istituti di credito che finanziano enti dell’economia sociale sono tenuti ad assorbire una parte del proprio patrimonio in misura pari alle risorse impiegate. Anche su questo aspetto il direttore Carbone evidenzia l’opportunità di salvaguardare la trasparenza e premiare il dialogo virtuoso tra enti e Agenzia. La proposta da esplorare potrebbe essere quella di assegnare una certificazione o una sorta di “bollino blu” agli enti che sono in regola con il fisco al fine di favorire la finanziabilità delle attività di interesse generale.