di Giuseppe Tripoli, Segretario Generale Unioncamere
Evoluzione temporale del volontariato nelle imprese
Il volontariato rappresenta uno dei pilastri fondamentali del tessuto sociale, un motore di coesione e solidarietà capace di rispondere ai bisogni emergenti e di promuovere il benessere collettivo. Nell’attuale contesto, caratterizzato da rapide trasformazioni demografiche, economiche e culturali, studiare l’evoluzione di questo fenomeno non è solo un esercizio statistico, ma una necessità strategica per istituzioni, enti del Terzo Settore e decisori politici.
E’ in questo scenario che l’Unioncamere per il terzo anno consecutivo, attraverso l’indagine Excelsior, investiga questo fenomeno in relazione alle imprese con dipendenti che, pur rappresentando circa 1/5 delle imprese iscritte al Registro delle Imprese coprono circa l’80% dell’occupazione complessiva.
In particolare la rilevazione pluriennale, a differenza delle tradizionali indagini di tipo quantitativo, focalizzate prevalentemente sul numero di volontari o sulle ore prestate, cerca di sviluppare il tema dell’adesione delle imprese ad iniziative di “Responsabilità Sociale d’Impresa” ed in particolare cerca di analizzare il fenomeno del “volontariato di competenza”, forma di cittadinanza attiva in cui i singoli mettono a disposizione della comunità non solo il proprio tempo, ma il proprio bagaglio professionale, tecnico e specialistico.
La tenuta del Registro ed il contatto con le imprese, anche attraverso le nostre indagini, fa del Sistema Camerale un osservatore privilegiato della diffusione del fenomeno dato che, proprio alle imprese con dipendenti, attraverso l’art. 100 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR), viene data la possibilità di dedurre fino al 5 per mille delle spese relative all’impiego di lavoratori per prestazioni di servizi erogate a favore di Onlus.

Fonte: Unioncamere – Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Sistema Informativo Excelsior
I dati confermano un progressivo incremento nel tempo del numero di imprese con policy aziendali tese a favorire partecipazione dei dipendenti ad iniziative di volontariato.
In particolare gli incrementi tra il 2025 ed il 2024 sembrano piuttosto interessanti per le imprese di dimensione medio-piccola benché, almeno inizialmente, l’adesione delle over 50 sia praticamente esplosa già nei primi anni della rilevazione.

Fonte: Unioncamere – Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Sistema Informativo Excelsior
Se da un lato l’andamento temporale del fenomeno mostra un incremento molto interessante per le under 50, va detto che in quota l’orientamento a policy favorevoli al volontariato nelle ore di lavoro è doppia per le imprese di media e grande dimensione (>50 dipendenti) che evidentemente attuano in una logica innanzitutto etica, ma che porta con se anche qualche vantaggio competitivo:
- in termini di reputazione e brand value con un miglioramento dell’immagine aziendale presso un’opinione pubblica sempre più attenta a queste tematiche;
- per attrarre e trattenere i giovani talenti sempre più sensibili a iniziative di responsabilità sociale (oltre che di welfare);
- per migliorare la valutazione da parte degli investitori.
Le forme di volontariato: il volontariato di competenza
Come evidenziato dall’indagine Excelsior il volontariato aziendale durante l’orario lavorativo si sta progressivamente espandendo e vede le aziende coinvolgere i propri dipendenti in attività di diverso genere che vanno dalla gestione di casi di emergenza con una mobilitazione dei dipendenti per attività di supporto in situazioni di calamità naturale, al Volontariato di Competenza che risulta una delle forme più preziose di impegno, in cui i dipendenti mettono a disposizione le loro abilità professionali a favore di enti non-profit, passando anche per la più semplice e diffusa, ma non meno importante, pratica della concessione di permessi speciali per la donazione del sangue.

Fonte: Unioncamere – Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Sistema Informativo Excelsior
Come si può osservare nella quasi la totalità delle forme di ingaggio dei lavoratori le imprese di medio-grande dimensione hanno una quota di partecipazione più rilevante, con pochissime eccezioni. In particolare, per quanto riguarda il volontariato di competenza, che come evidenziato in precedenza rappresenta la forma più preziosa di collaborazione trasformando il know-how professionale in impatto sociale per il recupero dei gap strutturali del non-profit, ci troviamo in una fase evoluzione.

Fonte: Unioncamere – Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Sistema Informativo Excelsior
Se da un lato i numeri di partecipazione sono in evoluzione e promettono una crescita costante va detto che spesso coinvolge per definizione personale che non si deve occupare di semplici attività manuali ma di professionisti che donano competenze specifiche (digital, marketing, legale), che se è vero che creano valore duraturo per la struttura non-profit in cui operano, favorendo la crescita personale del lavoratore e rafforzando la responsabilità sociale aziendale, spesso sono merce rara di cui le imprese fanno fatica a privarsi anche per periodi limitati.
Va inoltre detto che, per gli stessi motivi, i settori maggiormente coinvolti in termini relativi ed assoluti nelle iniziative di Volontariato di Competenza sono quelli dei servizi:

Fonte: Unioncamere – Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Sistema Informativo Excelsior
questo spiegherebbe anche in parte la relativa indifferenza nella partecipazione di under e over 50, dato le imprese dei servizi sono mediamente più piccole di quelle dell’industria.
Evoluzione possibile: volontà di partecipazione e conoscenza della norma.
Possibili traiettorie evolutive nell’adesione al “volontariato aziendale”, ovvero del numero di imprese che potrebbero aderire a policy aziendali che favoriscano la partecipazione dei dipendenti ad iniziative di volontariato, si possono intravedere, oltre che dal grado di partecipazione effettivo precedentemente illustrato, dal grado di interesse a partecipare a queste iniziative in futuro.

Fonte: Unioncamere – Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Sistema Informativo Excelsior
Il dato che si vuole mettere in rilievo, oltre alla costante crescita di interesse, è che tale coinvolgimento sembra essere quasi indifferente rispetto la dimensione.

Fonte: Unioncamere – Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Sistema Informativo Excelsior
Se è vero che la quota partecipazione reale al “volontariato aziendale” nelle imprese di medio-grande dimensione è doppia rispetto le medio-piccole (9% vs 4,5%) la distanza nelle intenzioni a partecipare a queste iniziative diminuisce di molto (25,3% vs 23,8%) a dimostrazione di una sensibilità diffusa trasversalmente sul tema e soprattutto di interessante potenziale inespresso che muove numeri molto importanti. Far crescere l’interesse per il volontariato aziendale nelle piccole e medie imprese (PMI) e far sì che questo si trasformi in partecipazione nei fatti, richiede probabilmente strategie mirate che colleghino l’impegno sociale ai valori aziendali. Tuttavia è bene essere realistici, le PMI affrontano sfide legate a una combinazione di fattori strutturali, culturali ed economici che le limitano rispetto le medio-grandi.

Fonte: Unioncamere – Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Sistema Informativo Excelsior
Va tuttavia detto che una maggiore consapevolezza dei vantaggi acquisiti da queste pratiche gioverebbe alla partecipazione. Si deve infatti osservare che, a partire dal grado di conoscenza della norma, vi sono certamente dei margini di miglioramento assoluti, ma anche relativi rispetto il gap tra medio-piccole e medio-grandi (28,4% vs 36,1%).
A ciò si deve aggiungere che l’introduzione di nuove normative per il riconoscimento e la certificazione delle competenze maturate nel volontariato potrebbe favorire una maggiore partecipazione, con un impatto potenzialmente interessante anche sulle PMI che al momento vedono queste iniziative di volontariato come un costo piuttosto che un investimento.
Se viceversa la carenza temporanea di qualche dipendente per attività di volontariato venisse gestita in un circuito legato al territorio, in collaborazione con organizzazioni non profit locali che abbiano competenze per progettare, pianificare e monitorare programmi di volontariato efficaci con rilascio certificazioni di competenze, la prospettiva delle PMI potrebbe essere molto diversa.