Il 5 per mille e il Terzo settore: un ente su due è iscritto, ma la raccolta si concentra altrove

I dati 2025 del 5 per mille incrociati con il RUNTS mostrano un Terzo settore che presidia largamente lo strumento in termini di numerosità, ma che concentra la capacità di raccolta in un gruppo ristretto di organizzazioni, soprattutto fuori dalla propria lista generale.

Fonte: Elaborazione Italia non profit su dati RUNTS aggiornato al 30 giugno 2025 e Agenzia delle Entrate, Elenchi annuali dei beneficiari del 5×1000, Anno finanziario 2025 ENTI NELLA LISTA “ENTI DEL TERZO SETTORE E ONLUS” DEL 5 PER MILLE

Circa un ente su due tra quelli iscritti al RUNTS al 30 giugno 2025 è iscritto anche al 5 per mille. È il segno che lo strumento non è appannaggio di una nicchia di organizzazioni strutturate: è entrato nella pratica ordinaria di metà del registro.

La categoria dedicata, del resto, è ormai quasi interamente Terzo settore: 71.013 dei 71.699 enti presenti nella lista “Enti del Terzo settore e ONLUS” sono iscritti al RUNTS. La transizione dal vecchio regime ONLUS al nuovo perimetro del Codice del Terzo settore, sul fronte del 5 per mille, è di fatto completata.

Nel 2025 questi enti hanno raccolto circa 371,9 milioni di euro su 10,7 milioni di scelte.

Il dominio delle associazioni, il peso degli “Altri ETS”

La composizione della lista ricalca a grandi linee quella del RUNTS. Le associazioni di promozione sociale restano la tipologia più numerosa, le organizzazioni di volontariato guadagnano peso relativo, le imprese sociali ne perdono: quelle costituite in forma societaria, con l’eccezione della forma cooperativa, non possono iscriversi al 5 per mille.

Composizione per tipologia: RUNTS e lista 5 per mille dedicata agli ETS. Anno 2025

0%25%50%75%100%47,10%40,70%APS26,20%36,85%ODV14,80%12,84%Imprese sociali11,30%8,91%Altri ETS0,40%0,59%Enti filantropici0,12%0,12%SMS

  • Distribuzione nel RUNTS per tipologia
  • Distribuzione per tipologia nel 5 per mille dedicato agli ETS

Fonte-Elaborazione Italia non profit su dati RUNTS aggiornato al 30 giugno 2025 e Agenzia delle Entrate, elenchi 5×1000 Anno finanziario 2025 

Il quadro cambia radicalmente se invece di contare gli enti si contano gli euro. Gli “Altri ETS”, che sono il 12,8% degli iscritti, incassano il 54,4% di quanto la categoria raccoglie. Le APS, che sono il 40,7%, si fermano al 14,3%. È una sproporzione di quattro a uno in un caso e di quasi tre a uno nell’altro, in direzione opposta.

Distribuzione per valore incassato: RUNTS e lista 5 per mille dedicata agli ETS. Anno 2025

  • Distribuzione per tipologia nel 5 per mille dedicato agli ETS
  • Distribuzione di quanto le diverse tipologie incassano di 5 per mille

Fonte-Elaborazione Italia non profit su dati RUNTS aggiornato al 30 giugno 2025 e Agenzia delle Entrate, elenchi 5×1000 Anno finanziario 2025 

La categoria residuale “Altri ETS” raccoglie le fondazioni, gli enti riconosciuti e le organizzazioni che non rientrano nelle sezioni tipizzate del RUNTS. Il dato suggerisce che dentro quella voce si concentrino le realtà di dimensione maggiore e con strutture di raccolta fondi più consolidate. Gli enti filantropici, appena lo 0,6% degli iscritti, incassano il 4% del totale: un rapporto di sette a uno, il più sbilanciato dell’intera categoria.

Cultura e ricreazione fanno il numero, la ricerca fa la cassa

Riclassificando le attività secondo la classificazione ICNPO, la graduatoria per numero di enti e quella per risorse raccolte quasi non si parlano.

Prime 10 categorie ICNPO per numero di enti iscritti al 5 per mille. Anno 2025

PosizioneCategoria ICNPOEnti 2025
Attività culturali e artistiche26.809
Attività ricreative e socializzazione24.029
Servizi di assistenza sociale11.431
Promozione del volontariato11.243
Altre attività n.c.a.10.469
Altri servizi sanitari6.607
Sviluppo economico e sociale5.809
Civiche e tutela dei diritti4.459
Assistenza nelle emergenze4.055
10°Erogazione contributi monetari3.983

Fonte-Elaborazione Italia non profit su dati RUNTS aggiornato al 30 giugno 2025 e Agenzia delle Entrate, elenchi 5×1000 Anno finanziario 2025 

Prime 10 categorie ICNPO per importo raccolto dal 5 per mille. Anno 2025

PosizioneCategoria ICNPOImporto 2025
Ricerca€ 183,8 mln
Altre attività n.c.a€ 174,1 mln
Servizi di assistenza sociale€ 120,3 mln
Istruzione universitaria€ 105,8 mln
Altri servizi sanitari€ 101,2 mln
Attività culturali e artistiche€ 91,0 mln
Attività ricreative e socializzazione€ 88,9 mln
Promozione del volontariato€ 86,7 mln
Sviluppo economico e sociale€ 64,4 mln
10°Civiche e tutela dei diritti€ 59,8 mln

Fonte-Elaborazione Italia non profit su dati RUNTS aggiornato al 30 giugno 2025 e Agenzia delle Entrate, elenchi 5×1000 Anno finanziario 2025 

Le attività culturali sono il primo settore per numerosità con 26.809 enti, ma sesto per risorse: 91 milioni, la metà di quanto raccoglie la ricerca. L’istruzione universitaria non compare tra le prime dieci categorie per numero di enti, eppure è quarta per importi con 105,8 milioni: sono gli ETS che operano nell’alta formazione, dalle fondazioni universitarie ai collegi, dagli enti che erogano borse di studio a quelli che sostengono programmi di ricerca accademica. Pochi soggetti di grandi dimensioni, in buona parte sovrapposti a quelli della voce ricerca, che molti di questi enti dichiarano come seconda attività.

Il confronto tra le due classifiche va letto per posizione, non per somma. Nella cultura e nella ricreazione il 5 per mille è uno strumento diffuso e capillare, con importi unitari piccoli. Nella ricerca e nell’università è uno strumento di pochi soggetti che raccolgono molto.

Fuori dalla lista generale: il 3,9% degli enti, il 64% delle risorse

ISCRITTI ALLE QUATTRO LISTE SPECIALISTICHE DEL 5 PER MILLE (ASD, RICERCA SCIENTIFICA, RICERCA SANITARIA, BENI CULTURALI), 2025

Fonte-Elaborazione Italia non profit su dati RUNTS aggiornato al 30 giugno 2025 e Agenzia delle Entrate, elenchi 5×1000 Anno finanziario 2025 

Il Terzo settore non si esaurisce nella propria categoria. Ricerca scientifica, ricerca sanitaria, beni culturali e associazioni sportive dilettantistiche che svolgono una rilevante attività di interesse sociale sono liste distinte, e al loro interno figurano enti iscritti anche al RUNTS. Le sezioni riservate al sostegno delle attività sociali del Comune di residenza e agli enti gestori delle aree protette sono invece precluse agli ETS, perché destinate a soggetti pubblici.

Seicentodue enti su 15.628 raccolgono 106,4 dei 166,3 milioni distribuiti dalle liste specialistiche, e 2,2 dei 4,1 milioni di scelte. Il rapporto tra peso numerico e peso economico è di uno a sedici.

ETS nelle liste specialistiche del 5 per mille: enti, scelte e importi. Anno 2025

ListaEnti ETSEnti totali% ETSScelte ETS% scelte ETSImporto ETS% importo ETS
Ricerca scientifica9548419,6%1.444.25986,2%€ 65,7 mln82,9%
Ricerca sanitaria1410613,2%680.07337,7%€ 37,0 mln59,7%
Beni culturali4523519,1%60.11188,8%€ 3,0 mln84,0%
ASD44814.8033,0%16.9693,0%€ 0,7 mln3,0%
Totale60215.6283,9%2.201.41253,4%€ 106,4 mln64,0%

Fonte-Elaborazione Italia non profit su dati RUNTS aggiornato al 30 giugno 2025 e Agenzia delle Entrate, elenchi 5×1000 Anno finanziario 2025 

Prima di leggere i singoli comparti, un dato di perimetro: 345 enti risultano iscritti in due sezioni del 5 per mille e 11 in tre. Gli ETS presenti in una sola sezione sono 70.892.

Ricerca e beni culturali: la concentrazione della fiducia

MILIONI DI EURO RACCOLTI DA ETS SUL TOTALE DELLA LISTAFonte-Elaborazione Italia non profit su dati RUNTS aggiornato al 30 giugno 2025 e Agenzia delle Entrate, elenchi 5×1000 Anno finanziario 2025 

Nella ricerca scientifica 95 ETS su 484 enti raccolgono 65,7 milioni su 79,2 e 1,44 milioni di scelte su 1,68. Un ente su cinque, oltre otto euro su dieci.

Nei beni culturali lo scarto è ancora più netto sul versante delle preferenze: gli ETS sono il 19,1% degli enti e ricevono l’88,8% delle scelte e l’84,0% delle risorse.

La ricerca sanitaria si comporta diversamente. Gli ETS sono il 13,2% degli enti, raccolgono il 37,7% delle scelte ma il 59,7% degli importi: qui il divario non è tra numerosità e preferenze, ma tra preferenze e valore economico delle preferenze.

Il 5 per mille non è tecnicamente una donazione, ma la decisione del contribuente segue dinamiche vicine a quelle del fundraising: conoscenza dell’ente, riconoscibilità, continuità della relazione. Il dato suggerisce che essere ammessi a una lista specialistica non equivale a saperla sfruttare, e che gli ETS più strutturati presidino meglio di altri questi fattori. È una correlazione, non una causa: la qualifica di ETS appare associata alla capacità di raccolta, non ne è la spiegazione.

ASD: l’eccezione della prossimità

Il comparto sportivo, limitato per il 5 per mille agli enti che svolgono una rilevante attività di interesse sociale, è l’unico in cui i tre valori coincidono: gli ETS sono il 3,0% degli enti, ricevono il 3,0% delle scelte e il 3,0% degli importi.

Quota degli ETS sugli enti, sulle scelte e sugli importi della lista ASD

Fonte-Elaborazione Italia non profit su dati RUNTS aggiornato al 30 giugno 2025 e Agenzia delle Entrate, elenchi 5×1000 Anno finanziario 2025 

Nei dati aggregati la qualifica di ETS non produce qui alcuna sovraperformance. Va però considerato che poco più di 1.700 associazioni sportive dilettantistiche risultano iscritte al RUNTS oltre che al Registro nazionale delle attività sportive dilettantistiche: la doppia qualifica riguarda una porzione ancora marginale dell’associazionismo sportivo.

Quanto vale una scelta

Il controcanto arriva alla fine, e ribalta la lettura. Nella lista generale del Terzo settore, quella dove gli ETS sono di casa, ogni scelta vale in media 34,73 euro: il valore più basso di tutte le categorie del 5 per mille.

Importo medio per scelta espressa, per lista del 5 per mille. Anno 2025

Fonte-Elaborazione Italia non profit su dati RUNTS aggiornato al 30 giugno 2025 e Agenzia delle Entrate, elenchi 5×1000 Anno finanziario 2025 

La differenza non dipende dagli enti ma dai contribuenti che li scelgono: l’importo destinato è una quota dell’IRPEF versata, quindi una firma proveniente da un reddito alto vale più di una firma proveniente da un reddito basso. Le liste specialistiche intercettano platee mediamente più abbienti, quella generale del Terzo settore la platea più larga e più rappresentativa del contribuente medio italiano.

Lo stesso vale sul fronte opposto. Un ente della lista ETS incassa mediamente circa 5.000 euro l’anno; uno della ricerca sanitaria circa 2,6 milioni. Sono due scale diverse dello stesso strumento.

Nel complesso, gli enti del Terzo settore hanno raccolto nel 2025 circa 478,3 milioni di euro attraverso 12,9 milioni di scelte, distribuite su cinque liste. Metà del registro partecipa, ma la fiducia dei contribuenti, quando si misura in euro, resta un fatto di poche organizzazioni.

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