Dieci anni di «Legge Antispreco», dieci miliardi recuperati: «Migliorare ancora? Sì, aiutando il Terzo settore»

Quasi quattro milioni di tonnellate di cibo, 40 milioni di confezioni di farmaci, un valore di oltre 10 miliardi di euro recuperati: sono alcuni tra i risultati realizzati in dieci anni grazie alla Legge Gadda (nella foto, sua prima firmataria) o «Legge Antispreco». Lo studio di Fondazione Terzjus. Prossimi obiettivi: «Sostenere la logistica del Terzo settore, anche con un credito d’imposta per chi mette a disposizione mezzi e servizi»

di Paolo Foschini, pubblicato in «Corriere Buone Notizie» del 6 ottobre 2026

Quasi quattro milioni di tonnellate di cibo, 40 milioni di confezioni di farmaci, oltre 10 miliardi di euro sottratti allo spreco: sono alcuni tra i numeri del «recupero» complessivo realizzato in dieci anni grazie alla Legge 166 approvata nel 2016 e passata alle cronache come Legge Gadda dal nome della sua prima firmataria o meglio ancora «Legge antispreco» per la finalità con cui nacque: solo le eccedenze recuperate dal Banco Alimentare presso industria e grande distribuzione sono cresciute in questi anni del 95 per cento.
Il bilancio di un decennio di Legge Gadda è stato presentato nella Sala della Regina di Palazzo Montecitorio durante il convegno «Dieci anni che non si sprecano: i risultati, le alleanze, il futuro della Legge Gadda 166/2016». La ricerca che ha consentito di ricavare i dati è stata realizzata da Fondazione Terzjus Ets e Fondazione Valore, con il sostegno di Fondazione Cariplo, presentata da Gabriele Sepio e Luigi Bobba. Presenti al «compleanno» le principali rappresentanze nazionali del mondo produttivo e del Terzo settore che in questo tempo hanno trasformato gli obiettivi di una Legge in realtà e risultati concreti: da Caritas italiana a Confcooperative, Banco Alimentare e Centromarca, Legacoop e Coldiretti, Federdistribuzione e Banco Farmaceutico, Federcongressi&eventi, Acli, Fipe, Croce rossa italiana.
 
Approvata nel 2016 con consenso bipartisan, la Legge ha scelto un modello basato su semplificazione e incentivi, mettendo in rete imprese e Terzo settore per favorire il recupero delle eccedenze. «La politica migliore non è quella che pretende di inventare la società, ma quella che sa guardarla, riconoscere ciò che già genera valore e liberarne le energie. La Legge 166 non ha creato la solidarietà, l’ha riconosciuta e le ha dato regole semplici. Ha permesso a imprese e Terzo settore di trasformare ciò che perde valore commerciale in qualcosa che conserva intatto il suo valore umano e sociale», ha spiegato Maria Chiara Gadda, vicepresidente dei deputati di Italia Viva-Casa Riformista e prima firmataria della Legge: «In dieci anni – ha proseguito – oltre 10 miliardi di euro di beni sono stati sottratti allo spreco e restituiti alle persone. Abbiamo scelto incentivi e fiducia al posto di obblighi e sanzioni. Una scelta politica che ha funzionato».

E Matteo Renzi, presidente di Italia Viva ma soprattutto presidente del Consiglio quando le Legge Gadda fu approvata, ha aggiunto che «la legge sullo spreco alimentare a dieci anni dalla sua approvazione ci ricorda chi siamo: un Paese che ha nel proprio Dna la solidarietà e l’attenzione agli altri. Una legge non è di chi la fa, ma di chi se ne serve. Oggi dobbiamo partire da quella esperienza per costruire una società in cui il Terzo settore, l’associazionismo e la sussidiarietà siano sempre più centrali, soprattutto davanti alle nuove povertà, alla solitudine e alle fratture sociali e generazionali».
 
In questi anni peraltro la legge non è stata ferma. Il suo «perimetro» è cresciuto: dagli alimenti e i farmaci ai prodotti per l’igiene e la cura della persona, dall’abbigliamento ai giocattoli. Il recupero si è esteso dalla grande distribuzione ai negozi di prossimità, dai mercati alla ristorazione, fino ad alberghi, congressi e grandi eventi. Tra il 2016 e il 2025 le eccedenze raccolte da Banco Alimentare presso industria e distribuzione sono aumentate del 95%, da circa 22 mila a 42.800 tonnellate l’anno. Il recupero dei farmaci è diventato uno strumento contro la povertà sanitaria, mentre dalla redistribuzione delle eccedenze sono nate anche esperienze di inclusione sociale e lavorativa.

«Questa legge – ha sottolineato ancora Gadda – è oggi più attuale che mai perché la povertà riguarda anche chi lavora, gli studenti che faticano a sostenere il costo della vita, famiglie del ceto medio in difficoltà. Ci sono bisogni che non entrano nei parametri degli strumenti pubblici e il Terzo settore riesce ad arrivare anche lì». Per i prossimi anni l’obiettivo è rimuovere gli ostacoli che ancora limitano le donazioni: «Serve sostenere la logistica del Terzo settore, anche con un credito d’imposta per chi mette a disposizione mezzi e servizi. E dobbiamo includere nella legge i farmaci per la salute mentale: dopo anni di donazioni farmaceutiche avvenute in sicurezza e trasparenza, è un passo che possiamo fare a costo zero. Su questo possiamo lavorare insieme, maggioranza e opposizione».

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