Fratello Sole, quando il risparmio energetico diventa welfare

Dall’efficientamento degli edifici alle comunità energetiche solidali: l’impresa sociale accompagna il Terzo Settore nella transizione ecologica. Nel 2025 gli interventi hanno generato un risparmio di 2.466,5 MWh e ridotto le emissioni di 433 tonnellate di CO₂

a cura della Redazione

A volte i numeri hanno un’anima e una bolletta energetica può raccontare molto di più da quello che appare a prima vista. Dipende dallo sguardo, dalle motivazioni, da come si osservano i dati. Può accadere anche con l’esamina di un bilancio, freddo, ma che evidenzia dei fatti incontestabili. I numeri parlano, mettono in moto i neuroni, fanno nascere nuovi percorsi celebrali fino a far scaturire una nuova idea, qualcosa che manca, a cui non si era mai pensato. Certo, ci voleva un pedagogista come Fabio Gerosa, con il cuore sintonizzato sull’empatia, sull’accoglienza svolta nel mondo dei minori e delle famiglie in difficoltà, ci vuole cervello fino, intraprendenza e buoni amici di cordata. Insieme si può salire più su, sostenersi, incoraggiarsi, procedere camminando insieme anche su sentieri inesplorati.

Accadde così nell’A.D. 2014 che Fabio Gerosa, allora direttore della Consulta diocesana di Genova che si occupa di accoglienza dei minori fuori famiglia, analizzando le entrate e le uscite del bilancio nota un fatto inaspettato. Dopo la spesa più rilevante, il costo del personale, non segue il costo per gli alimenti o le attività o per le cure mediche, ma quello dell’energia.

Impatta il bilancio come un treno, rischia di sgretolare il muro dell’equilibrio economico, sottrae risorse che andrebbero utilizzate per la cura delle persone. Una domanda allora sorge spontanea? Rilevato un bisogno come si può agire? Ogni problema genera una soluzione.

Osservando quei numeri, Fabio Gerosa, insieme a Marco Castagna e Giovanni Carrara, ha cominciato a immaginare quella che sarebbe diventata Fratello Sole, l’impresa sociale oggi impegnata ad accompagnare il Terzo Settore e gli enti religiosi nella transizione ecologica ed energetica per ridurre i costi di gestione, migliorare il benessere delle persone e rafforzare il proprio impatto sociale. 

L’attività di Fratello Sole non si limita, però, alla riqualificazione energetica degli edifici in cui si svolgono attività sociali e assistenziali, ma punta a costruire un ecosistema favorevole alla transizione attraverso reti di collaborazione, ricerca, formazione e condivisione di conoscenze.

Al servizio di chi serve

Un anno dopo, la pubblicazione dell’enciclica Laudato si’ di papa Francesco offrì al progetto un orizzonte culturale più ampio.

«Fratello Sole è nato da una necessità molto concreta di razionalizzazione delle spese», racconta Gerosa. «La Laudato si’ ci ha dato uno sfondo di senso e una potenza ideale importantissima. Dico sempre che siamo gli “operai” della Laudato si’: più che fare formazione e informazione, siamo quelli che realizzano i progetti e li portano a terra».

Il punto di partenza rimane ancora oggi lo stesso. Gli enti del Terzo Settore e gli enti religiosi che assistono minori, anziani, persone con disabilità o senza dimora devono affrontare la transizione energetica, ma raramente possiedono tutte le competenze tecniche, finanziarie e organizzative necessarie.

Fratello Sole prova a colmare questa distanza. «Siamo al servizio di chi serve», sintetizza Gerosa frase addirittura scritta nello statuto.

I tre ostacoli alla transizione

Sono soprattutto tre i muri che frenano la transizione energetica del Terzo Settore: competenza, risorse economiche e fiducia.

Il primo è di natura tecnica. Non si può pretendere che il responsabile di una cooperativa sociale, un volontario o un parroco sappiano orientarsi autonomamente tra diagnosi energetiche, pompe di calore, fotovoltaico, incentivi e comunità energetiche.

Il secondo ostacolo è finanziario. Per un ente sociale non basta individuare l’intervento più adatto: bisogna capire come sostenerne il costo. Anche quando le risorse sono disponibili, investirle nell’efficientamento può significare sottrarle a esigenze immediate, come gli stipendi degli educatori, l’acquisto di un mezzo per il trasporto delle persone con disabilità o la gestione di una casa di accoglienza.

Per questo Fratello Sole affianca alla progettazione tecnica la ricerca di incentivi, agevolazioni e soluzioni finanziarie.

Il terzo muro è meno visibile, ma altrettanto decisivo: la fiducia. Un incentivo può apparire perfetto sulla carta, ma tra lo strumento e chi dovrebbe utilizzarlo rimane spesso una distanza difficile da colmare.

«Bisogna essere (capaci) ma anche esserci e costruire una relazione, non un semplice rapporto commerciale», spiega Gerosa. «Il responsabile dell’ente può così capire che sei lì solo per fare il suo interesse».

È quello che Fratello Sole definisce “l’ultimo miglio” della transizione energetica: una distanza che si misura più nelle relazioni che nei chilometri e che Gerosa ama definire nella frase “la giusta transizione passa dalla Fiducia nella transizione (…from just transition to trust transition)

Meno consumi, più risorse per le persone

Il modello si fonda sul principio del “doppio dividendo”. Quando una casa di accoglienza riduce i propri consumi, il beneficio non è soltanto ambientale. Il denaro risparmiato rimane a disposizione dell’organizzazione e può essere reinvestito nei servizi.

Può significare un educatore in più, nuovi posti in una struttura, più pasti distribuiti da una mensa o maggiori opportunità di assistenza.

I numeri del Bilancio sociale 2025 mostrano la portata di questo impatto. Gli interventi di efficientamento hanno interessato 17 immobili destinati ad attività sociali e assistenziali, attivando investimenti complessivi per 33,57 milioni di euro.

Nel solo 2025 è stato ottenuto un risparmio energetico di 2.466,5 MWh, con una riduzione di 433 tonnellate di CO₂ equivalente. Complessivamente, gli interventi hanno permesso di risparmiare 6.134 MWh di energia e di evitare l’emissione di 1.321 tonnellate di CO₂ equivalente.

Il beneficio è anche economico. Ogni edificio efficientato genera, secondo le stime riportate nel Bilancio, un risparmio medio superiore a 26.400 euro all’anno. Le risorse liberate dagli interventi completati corrispondono all’equivalente di oltre seimila giornate di assistenza sociale.

È qui che politiche ambientali e politiche sociali smettono di essere due mondi separati.

La sfida della povertà energetica

La transizione promossa da Fratello Sole non riguarda soltanto gli edifici. Un altro fronte è il contrasto alla povertà energetica, una condizione che nel 2024 interessava il 9,1% delle famiglie italiane: circa 2,4 milioni di nuclei, secondo i dati dell’Osservatorio Italiano sulla Povertà Energetica.

Si tratta di famiglie che faticano a pagare le bollette o a riscaldare e raffrescare adeguatamente la propria abitazione. Spendere troppo per l’energia significa avere meno denaro per il cibo, la salute e le altre necessità quotidiane.

Nel 2025 il progetto “Ti Aiuto l’Energia!” ha raggiunto più di 138 nuclei familiari tra Genova, Salerno, Palermo e Roma. Gli interventi hanno previsto ascolto, orientamento, distribuzione di kit per ridurre i consumi e sostegni per il pagamento delle utenze.

Il Terzo Settore svolge in questo ambito una funzione fondamentale. Attraverso cooperative, associazioni e parrocchie può intercettare situazioni di vulnerabilità prima che diventino emergenze conclamate.

È il passaggio dalla just transition alla trust transition: una transizione può dirsi davvero giusta soltanto se è fondata sulla fiducia e raggiunge anche chi, da solo, non riuscirebbe ad accedere agli strumenti disponibili.

Le comunità energetiche diventano solidali

Cresce parallelamente il progetto delle Comunità Energetiche Rinnovabili e Solidali, (CERS). Attraverso EpC – Energie per la Comunità sono stati installati gli impianti di 12 comunità ed è stata avviata la costituzione di altre due, portando a 14 il numero delle CERS sviluppate nell’ambito dell’iniziativa. Sei cooperative sociali hanno inoltre aderito alla filiera collegata alle comunità energetiche.

«Le CERS incarnano la nostra idea di transizione», osserva Gerosa. «L’energia cessa di essere una semplice merce e diventa uno strumento di coesione sociale, autonomia territoriale e inclusione dei soggetti impoveriti».

Fratello Sole e Fondazione Terzjus: dalla ricerca sulle CERS agli strumenti per l’eco-welfare

La collaborazione tra Fratello Sole e Fondazione Terzjus si è sviluppata intorno a un obiettivo comune: mettere le competenze tecniche, giuridiche e organizzative del Terzo settore al servizio della transizione ecologica. Un passaggio particolarmente significativo è stato il lavoro di ricerca realizzato nel 2024–2025 con il sostegno di Fondazione Cariplo sulle Comunità Energetiche Rinnovabili e Solidali (CERS). La ricerca ha esaminato dieci esperienze già operative, interrogandosi sulla possibilità che gli Enti del Terzo settore costituiscano il veicolo giuridico e organizzativo più adatto per la nascita e la gestione delle comunità energetiche. Fondazione Terzjus ha curato in particolare l’analisi normativa, fiscale e delle forme organizzative, mentre Fratello Sole–Energie Solidali ha portato il proprio contributo tecnico e operativo, ricostruendo le diverse fasi necessarie per progettare, costituire e gestire una CERS e valutarne gli impatti ambientali, economici e sociali.

Da questo lavoro è nato il Quaderno “Gli Enti di Terzo Settore come veicolo per lo sviluppo delle Comunità Energetiche”, che unisce il rapporto di ricerca a una vera e propria guida operativa. Lo studio evidenzia come la forma di ETS possa rafforzare la dimensione solidale delle comunità energetiche: non soltanto produzione e condivisione di energia rinnovabile, ma contrasto alla povertà energetica, coinvolgimento dei cittadini, amministrazione condivisa con gli enti pubblici e reinvestimento delle risorse generate in attività sociali. È possibile consultare e scaricare qui il Quaderno sulle comunità energetiche; una sintesi del progetto e dei suoi contenuti è disponibile anche nella pagina di presentazione della ricerca.

“Portare anche le persone in classe A”

La sostenibilità, tuttavia, non è soltanto una questione tecnologica. Accanto ai cantieri edilizi, Fratello Sole promuove quelli che definisce “cantieri sociali”.

«Non basta portare un edificio in classe A: bisogna portare anche le persone in classe A», afferma Gerosa.

Operatori, educatori e persone accolte vengono coinvolti in attività dedicate all’uso consapevole dell’acqua e dell’energia, alle fonti rinnovabili e ai comportamenti quotidiani. I cantieri sociali hanno raggiunto complessivamente 609 persone.

La transizione diventa anche un’occasione di formazione e inserimento lavorativo. I primi corsi dell’Academy dedicata all’installazione di impianti fotovoltaici hanno coinvolto 20 giovani, tra NEET e minori stranieri non accompagnati.

Un ponte tra impresa e solidarietà

Sul piano economico, Fratello Sole ha chiuso il 2025 con un valore della produzione di 646.840 euro, in calo rispetto ai 711.202 euro del 2024, e con una lieve perdita di esercizio pari a 1.283 euro.

Il dato centrale resta però quello dell’impatto: utilizzare l’efficienza energetica non soltanto per consumare meno, ma per rafforzare la capacità del Terzo Settore di assistere le persone.

Fratello Sole prova così a essere un ponte fra due mondi. Da una parte ci sono imprese dotate di tecnologie, capitali e competenze, ma spesso lontane dal funzionamento quotidiano delle organizzazioni sociali. Dall’altra ci sono enti che conoscono persone, territori e fragilità, ma non sempre dispongono degli strumenti tecnici e finanziari necessari. La parola chiave è “ibridazione”. Fratello Sole si situa nel mezzo, per mettere a disposizione dell’uno ciò che manca all’altro, trasformando ogni kilowattora risparmiato in una risorsa per la comunità.

«Nel 2025 – chiosa Fabio Gerosa – abbiamo cercato di coniugare i due verbi “essere” ed esserci”, ovvero l’ancorarci ad uno sguardo strategico e ideale che fa riferimento all’economia sociale e alla Laudato Si, e l’attraversare questo ideale con la realtà degli incontri con le persone – soci e non soci – quotidianamente, con la fatica di andare a trovare le persone, spiegare nei contesti, costruire mattone dopo mattone i progetti».

Fratello Sole conta oggi 13 soci, molti dei quali sono grandi organizzazioni sociali, laiche e religiose. Ad esse fanno capo molteplici realtà non profit e imprese sociali che ogni giorno sono al servizio delle persone fragili attraverso servizi socio-assistenziali oppure svolgono attività di inclusione lavorativa di persone svantaggiate.

Fratello Sole e Iren: un ponte innovativo tra profit e non profit

La collaborazione tra Fratello Sole e Iren Energia rappresenta uno dei primi esempi italiani di applicazione concreta delle possibilità aperte dalla riforma del Terzo settore. Il decreto legislativo 112/2017, dedicato all’impresa sociale, non esclude infatti la partecipazione di soggetti profit, purché questi non esercitino la direzione o il controllo dell’impresa sociale. È all’interno di questa cornice innovativa che nel 2018 è nata Fratello Sole Energie Solidali Impresa Sociale, definita dallo stesso Bilancio sociale di Fratello Sole come uno dei primi esempi di impresa “ibrida”. L’articolo 4 del d.lgs. 112/2017 vieta agli enti lucrativi di controllare un’impresa sociale, ma consente quindi forme di partecipazione minoritaria capaci di apportare capitali, tecnologie e competenze industriali.

Al termine di una procedura di selezione aperta e trasparente, Fratello Sole individuò come partner Iren Energia, società appartenente a una delle maggiori multiutility italiane, attiva nei settori dell’energia, dell’acqua e dei servizi ambientali. L’assetto societario assegnò a Fratello Sole il 60% del capitale e a Iren Energia il 40%, preservando così il controllo in capo alla componente non profit. Attraverso Iren Smart Solutions, Iren mise a disposizione competenze per gli studi di fattibilità, la progettazione, il finanziamento e la realizzazione degli interventi di efficienza energetica. 

Questa alleanza ha consentito di mettere la capacità tecnica e realizzativa di una grande impresa al servizio della transizione energetica nel Terzo Settore per una finalità sociale: migliorare l’efficienza energetica riducendo i consumi degli edifici che ospitano mense, scuole, parrocchie, comunità e centri di accoglienza e liberando risorse economiche da destinare alle attività assistenziali. I risultati dimostrano come una norma innovativa possa tradursi in un’efficace collaborazione tra profit e non profit: senza questo incontro tra missione sociale, competenze specialistiche e tecnologie, interventi di tale portata difficilmente sarebbero stati realizzabili.

Il nodo politico

Oggi gli strumenti di incentivazione tendono a considerare maggiormente la dimensione energetica dell’intervento, mentre bisognerebbe riconoscere in modo più esplicito il beneficio sociale degli investimenti realizzati negli enti del Terzo Settore, prevendendo forme di sostegno più favorevoli e facilitare l’accesso al credito. «Servirebbe un sistema di garanzia più forte», sostiene Gerosa. «Se finanzio l’efficientamento di un ente del Terzo Settore, so che sto generando anche valore sociale». 

Dopo tanti anni trascorsi accanto alla fragilità, racconta, il rischio è quello di perdere lentamente energie, non solo economiche.

«Fratello Sole mi ha permesso di rimanere nel sociale con un ruolo diverso. Mi ha rigenerato anche personalmente. In qualche modo mi ha evitato il burnout».

Perché, alla fine, la storia di Fratello Sole nasce proprio da qui: usare l’energia per non disperdere energie. Quelle economiche degli enti, quelle ambientali del pianeta e, soprattutto, quelle umane necessarie a prendersi cura delle persone.

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