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Analisi, studi e approfondimenti sul diritto del Terzo Settore

Iva ed Enti Non Profit. Quali soluzioni?

Torniamo a parlare di Iva ed enti non profit, alla luce del rinvio di due previsto dalla Legge di Bilancio. La Commissione Europea aveva già autorizzato il meccanismo particolare. Le nuove regole Iva risparmiavano le realtà con ricavi fino a 65mila euro. Estratto dal Sole 24 Ore del 20 Gennaio 2022 a cura di Raffaele Rizzardi e Gabriele Sepio

La responsabilità amministrativa degli enti del terzo settore

Il Codice del Terzo Settore e il Decreto Impresa Sociale ricordano agli ETS ed al mondo dell'associazionismo l’importanza della disciplina sulla responsabilità amministrativa degli enti. Gli autori, nel ripercorrere la disciplina del d.lgs. 231/01 a vent’anni dalla sua emanazione, sottolineano l’importanza e coerenza del richiamo effettuato dal nuovo diritto del terzo settore a questa disciplina, ciò al fine di controllare i costi diretti ed indiretti legati alla commissione dei reati e di presidiare e rafforzare la fiducia verso gli Enti del Terzo Settore ed all’interno della società.

Le nuove sfide del Terzo Settore in un mondo che cambia

Il ruolo del Terzo Settore è notevolmente cresciuto in Italia, anche durante la difficile fase pandemica. Un universo che conta 375 mila diverse istituzioni tra associazioni, fondazioni e cooperative sociali, con un incremento pari al 25% rispetto allo scorso decennio. Gli italiani che partecipano ad attività associative sono 10,5 milioni, ossia un quinto della popolazione che ha più di 14 anni. L’apporto del Terzo Settore dell’economia è stimato in 80 miliardi di euro ed è pari al 5% del Prodotto interno lordo. Gli addetti sono oltre 900 mila – di cui il 70% sono donne – ai quali si aggiungono circa quattro milioni di volontari. La riforma del 2017, la pandemia ed il conseguente Pnrr hanno fatto sì che questo fondamentale ambito sociale ed economico del nostro paese si trovi di fronte a nuove e molteplici sfide. Rispetto a questi temi, ne parlo in un'intervista rilasciata a Interris.it .

Nuovo Master Executive LUISS in partenza a fine gennaio: “Terzo Settore. Imprese e benefici sociali.”

Si avvierà a fine gennaio 2022 , “Terzo Settore. Imprese e benefici sociali”, il Corso executive della LUISS School of Law su giunto alla 2° edizione, che inizierà nella storica sede di v.le Pola in Roma e che si svolgerà in 10 weekend, tra venerdì e sabato mattina.

Nuova modulistica di bilancio per gli enti del terzo settore

Per gli enti del Terzo settore (Ets) scattano dall’esercizio 2021 i nuovi schemi di bilancio. Come previsto dal Dm del 5 marzo 2020, dal prossimo anno (ovvero da quello successivo alla pubblicazione del decreto) tali enti dovranno fare i conti con la modulistica prevista dall’articolo 13 del Dlgs 117/2017 (Codice del Terzo settore, Cts).

Due anni di tempo per l’Iva nel Terzo Settore

Enti non profit: rinviate al 1° gennaio 2024 le nuove regole in materia di Iva. Con un emendamento approvato in commissione Bilancio al Senato, viene introdotta una modifica al Dl 146/2021 (convertito in legge 215/2021) con il quale era stata prevista l’attrazione in campo Iva di alcune delle principali entrate delle realtà non profit.

Le convenzioni ex art. 56 CTS tra principio di concorrenza e discrezionalità delle stazioni appaltanti. Commento a Tar Marche, sez. I, 7 dicembre 2021, n. 850

Il commento analizza una recente sentenza del Tar Marche, con la quale i giudici amministrativi hanno ritenuto legittima la concorrenza tra soggetti for profit e soggetti non profit nell’affidamento di un’attività di interesse pubblico, evidenziando la convenienza economica di ricorrere alle procedure di gara anziché agli istituti giuridici cooperativi di cui al Codice del Terzo settore.

La realtà che si fa diritto. Una nuova recensione del 1 Terzjus report sulla Riforma del Terzo settore

Il Rapporto (https://terzjus.it/rapporto/) ha rappresentato il primo tentativo, sicuramente riuscito, visti i numerosi articoli ed eventi[1] che si sono susseguiti dalla sua presentazione, di coniugare entrambi gli obiettivi, arrivando a costituire una significativa chiave di lettura per gli operatori del settore.

Piano d’Azione Europeo per l’Economia Sociale: sarà la svolta?

"Ogni giorno, quasi 2,8 milioni di entità dell'economia sociale in Europa offrono soluzioni concrete e innovative alle sfide cruciali che stiamo affrontando. Esse creano e mantengono impieghi di qualità, contribuiscono all'inclusione sociale e nel mercato del lavoro dei gruppi svantaggiati e all'eguaglianza di opportunità per tutti, perseguono uno sviluppo economico e industriale sostenibile, promuovono la partecipazione attiva dei cittadini in seno alle nostre società, svolgono un ruolo rilevante nei sistemi di welfare europei e rivitalizzano le aeree rurali e spopolate". Con queste parole si apre il Piano d'azione per l'economia sociale, adottato dalla Commissione Europea lo scorso 9 dicembre. Un impegno atteso, previsto in modo esplicito nel Piano di azione per la messa in opera del Pilastro sociale dell'UE, adottato a Lisbona la scorsa primavera, ma soprattutto il coronamento di un percorso iniziato oltre dieci anni fa.

L’Europa scommette forte sull’economia sociale. E l’Italia?

Con il Piano presentato dalla Commissione all’economia sociale viene finalmente riconosciuto il potenziale di rimodellare lo sviluppo economico secondo principi di sostenibilità ambientale e sociale, stimolando la trasformazione di cui si avverte sempre più il bisogno. E sollecita la nomina di coordinatori nazionali che si intestino la guida di queste strategie e il coordinamento sul tema delle varie autorità pubbliche. Roma saprà essere all'altezza della sfida?

Iva e Terzo settore: come uscire dall’impasse

L'intervento del tributarista e segretario generale di Terzjus: "Sul tema incombe una procedura di infrazione avviata dalla Commissione europea ai danni dell’Italia e trovare una soluzione rapida e coerente è quindi di fondamentale importanza. Quale strada seguire dunque? Potrebbe aiutare l’impostazione seguita dalla riforma del terzo settore che considera fiscalmente “non commerciali” le attività istituzionali svolte senza l’effettivo conseguimento di un utile

Registro Unico Nazionale del Terzo Settore: dal 24 novembre attiva la piattaforma per le nuove iscrizioni degli ETS.

Per registrarsi occorre avere lo spid o la carta elettronica. Possono accedere i legali rappresentanti o i notai per gli enti con personalità giuridica. Basterà allegare l'atto costitutivo e lo statuto redatto in base alle prescrizioni del D.Lgs.117/2017 copia dell'ultimo bilancio o degli ultimi due bilanci se sono enti che già svolgono attività di interesse generale.

Si parla di riforma del Terzo Settore in: “Viaggi con la speranza. Storie di famiglie colpite dalla malattia di un figlio”

Un libro è studio, sacrificio, pensiero. “Viaggi con la speranza. Storie di famiglie colpite dalla malattia di un figlio” di Gianluca Budano e Cristiano Caltabiano (a cura di) viene alla luce però per diventare anche azione, per dare una soluzione adeguata dal punto di vista sociale a una delle peggiori vicende umane che una famiglia può vivere: la malattia grave di un figlio e la migrazione sanitaria che dilania ogni equilibrio e spesso conduce a problemi ulteriori dal punto di vista sociale, di cui lo Stato si occupa marginalmente e a macchia di leopardo, lasciando ad enti locali e Terzo settore un ruolo sostitutivo, laddove questi ci sono ed operano.

Tre sfide per il Terzo settore che verrà

In questo contributo - pubblicato nel volume "Mutamenti", edito di recente da Marsilio -, provo a delineare attraverso tre efficaci immagini le sfide che il Terzo settore ha di fronte. Infatti, la Riforma, il PNRR e il Piano d'azione dell'economia sociale UE spingono i soggetti del non profit a compiere scelte di futuro. Il Terzo settore che verrà può diventare struttura portante del Paese se saprà essere vettore di una crescita inclusiva; sentinella dei territori e delle persone che si sentono abbandonati; e attore non subalterno della democrazia digitale. Tre compiti che delineano un orizzonte dell'equità, il solo che ci può condurre ad una società giusta e più inclusiva.

D.Dl. Concorrenza: privatizzazioni dei servizi pubblici e terzo settore. Qualche preoccupazione

Il Governo ha approvato in data 4 novembre il disegno di legge annuale per il mercato e la concorrenza 2021, così come previsto dall’art. 47 della legge 23 luglio 2009, n. 99. Si tratta di un provvedimento che ha quale obiettivo ultimo quello di conformare l’ordinamento giuridico nazionale al diritto eurounitario in materia di tutela della concorrenza. Sorgono alcune perplessità riguardo le previsioni del Codice del Terzo Settore. Articolo pubblicato su Persona&danno del 15/11/2021 sezione Pubblica Amministrazione

Attività economica e associazione di volontariato: spunti a partire da una recente decisione del TAR LECCE

Una recente decisione del TAR LECCE invita a considerare il rapporto tra RUNTS e registri preesistenti al fine della partecipazione ad una procedura pubblica da parte di una ODV. Inoltre, merita attenzione il ragionamento conclusivo: pur corretto, in generale, potrebbe risultare equivoco e contrastante con la lettera dell'art. 33, comma 3, CTS.

Con la Riforma le imprese potranno «prestare» i dipendenti a qualsiasi ente del Terzo settore

Una interessante opportunità deriva dalla possibilità di prestare risorse specialistiche (dipendenti) delle organizzazioni profit (imprese e società commerciali) agli Ets - non commerciali - usufruendo delle deduzioni previste dal Codice del terzo Settore

Gli enti del Terzo settore come soggetti protagonisti del disegno costituzionale: un nuovo orizzonte per la promozione della ricerca scientifica e per la tutela del diritto alla salute

L’analisi del Codice del Terzo settore consente di inquadrare i rapporti tra enti del Terzo settore e pubbliche amministrazioni alla luce del principio di sussidiarietà orizzontale. Nello specifico, lo scritto prospetta innovative forme di collaborazione tra enti del Terzo settore e pubbliche amministrazioni con l’obiettivo di promuovere la ricerca scientifica e conseguentemente di rendere più effettiva la tutela del diritto alla salute.

Identità e funzione degli enti del Terzo settore nella giurisprudenza della Corte costituzionale

La Costituzione italiana non menziona gli enti del terzo settore, ma la loro natura giu-ridica li colloca indubitabilmente in posizione di rilievo nell’ordinamento costituziona-le. Gli ETS contribuiscono alla realizzazione dei principi e degli obiettivi di cui agli articoli 118, comma 4, 2 e 3, comma 2, della Costituzione, e la loro legislazione costi-tuisce pertanto una disciplina di attuazione costituzionale, inspiegabilmente assente si-no alla riforma del 2017. Nello scritto da una parte si esamina il ruolo che la Corte Co-stituzionale, con diverse sue pronunce, anche antecedenti alla fondamentale sentenza 131/2020, ha svolto in supporto del terzo settore, dall’altra parte si sottolinea il contri-buto decisivo del Codice del terzo settore, soprattutto nell’aver attribuito agli ETS una precisa identità, all’inquadramento costituzionale degli enti e alla giustificazione della disciplina promozionale loro riservata, a cominciare dall’art. 55.

Ultimo QUICKINAR. “L’iscrizione al RUNTS: una simulazione on line”. Martedì 14 dicembre alle 14 appuntamento con il Prof. Fici e la dott.ssa Tiziana Francoise Lombardi di Infocamere

Terzo settore? Basta un QUICK! 6 appuntamenti formativi sui provvedimenti emanati dal Ministero del Lavoro, organizzata da Terzjus, in collaborazione con Forum del Terzo Settore e Csvnet che saranno trasmessi on line dal nostro canale youtube.

Terzo Settore, il Registro Unico apre le porte dal 23 novembre. Una piattaforma strumento di trasparenza

Con l’avvio del RUNTS si chiude un tassello fondamentale per l’avvio della Riforma. Dopo quattro anni dalla pubblicazione, nel 2017, del Codice del Terzo settore e del D.lgs. n. 112/2017, che detta invece le regole per le nuove imprese sociali, prende finalmente corpo quello che sarà lo strumento principale per identificare la nuova categoria degli ETS.

Terzo settore senza frontiere – 3. The need for an EU legal framework for social economy organizations and its possible forms (presentation at the meeting of the EESC – Group III – SE Category, on 27 October 2021)

Nell'articolo – che costituisce il testo scritto di una relazione presentata ad una riunione del Comitato Economico e Sociale Europeo – si presentano dapprima le ragioni per cui un intervento normativo dell’Unione europea in materia di terzo settore sia essenziale e si discutono, successivamente, i possibili modelli di questa legislazione, manifestandosi preferenza per una legge europea che introduca uno status europeo di ente del terzo settore (e/o dell’economia sociale) piuttosto che per una legge europea istitutiva di uno o più specifici tipi di enti dell’economia sociale

Nell’impresa sociale il 70% dei ricavi da attività di interesse generale

L'impresa sociale inizia a prendere forma Con la pubblicazione di due importanti decreti si sono aggiunti due ulteriori tasselli per disegnare il nuovo volto delle imprese sociali. Il decreto che fissa i criteri per lo svolgimento delle attività di interesse generale e quello che individua le modalità per il coinvolgimento di lavoratori, utenti e stackeholders alla gestione e controllo dell'impresa sociale. Manca all'appello l'autorizzazione UE che garantirà il varo delle nuove misure fiscali. Considerato l'imminente avvio entro l'anno del nuovo registro unico nazionale del terzo settore (RUNTS) è ragionevole ritenere che, a questo punto, anche l'autorizzazione UE potrebbe subire una accelerazione.

“Riforma in movimento. 1 Rapporto sullo stato e le prospettive della legislazione sul terzo settore in Italia”. Scaricalo gratuitamente dal nostro sito!

IN ATTESA DELL'IMMINENTE AVVIO DEL RUNTS SEGNALIAMO NUOVAMENTE I RISULTATI SCATURITI DAL TERZJU REPORT 2021. GLI ETS CHE HANNO RISPOSTO ALL'INDAGINE DICHIARANO: L’87% VUOLE ISCRIVERSI AL REGISTRO UNICO NAZIONALE - 1 ENTE SU 2 HA GIÀ ADEGUATO LO STATUTO - SOLO 1 ENTE SU 6 LA CONOSCE BENE E NE PERCEPISCE GLI EFFETTIVI VANTAGGI - L’86% GIUDICA L’ITER INGIUSTIFICATAMENTE LUNGO E SI ATTENDE UN ACCELERAZIONE NELL’APPLICAZIONE - SOLO IL 25% DEGLI ENTI CONOSCE LE MODIFICHE PIU’ IMPORTANTI DEL 5XMILLE, E L'OBBLIGO DI BILANCIO SOCIALE PREOCCUPA ANCHE CHI NON È TENUTO A FARLO. NEL SUO COMPLESSO, LA RIFORMA VIENE APPREZZATA PER AVER INTRODOTTO UN CORPUS UNITARIO DI NORME, MA È ANCORA POCO CONOSCIUTA PER GLI ASPETTI PROMOZIONALI E INCENTIVANTI.

“Né terzi né primi, semplicemente inclusivi”

Il termine Terzo settore sembra voler sminuire l'effettivo "valore sociale" che gli Enti associativi che ne fanno parte producono. Ma il tema non è una "questione di classifiche" ma di reale capacità di migliorare il benessere della popolazione soprattutto dei più fragili: in sintesi "vera inclusione sociale" perno sui cui ad esempio ruota la Missione 5 del PNNR. Ecco il cuore del workshop presente all'interno del calendario degli eventi del Global Inclusion 2021.

Riforma del Terzo settore: cosa aspetta il Governo a portarla a termine?

La riforma è apprezzata da più dell'80% dei soggetti interessati, ma rischia di essere sprecata in quanto la sua attuazione procede con passo troppo lento. Di rinvio in rinvio che fine hanno fatto il Registro unico del Terzo settore, l'invio alla Ue del pacchetto fiscale, il social bonus e il titolo di solidarietà? Eppure potrebbe essere un traino decisivo nella costruzione di un nuovo modello di politiche pubbliche nell'ambito del piano di Recovery

La trasformazione da associazione riconosciuta a fondazione-impresa sociale secondo il Giudice del registro delle imprese di Milano: la difficile coesistenza di un duplice sistema di pubblicità legale

Il decreto del Giudice del registro delle imprese di Milano, pronunciato in occasione di una trasformazione da associazione a fondazione impresa sociale, risulta uno dei primi provvedimenti giudiziari adottati dopo l’entrata in vigore della nuova disciplina sull’impresa sociale. Nel commentare la decisione del giudice milanese si affronta pure il delicato tema del regime pubblicitario delle imprese sociali costituite in forma di associazione e fondazione e dei relativi controlli.

Social Lending pronto al via

Con il decreto semplificazioni (d.l. 77/2021, art.66 bis, co.10) convertito in legge il 3 agosto scorso, è stata cancellata la norma, contenuta all'interno del Codice del Terzo Settore, che prevedeva l’emanazione di un decreto del Ministero dell’Economia per la determinazione delle modalità attuative del social landing che è così diventato immediatamente attivabile.

Il terzo settore trova una nuova opportunità con l’avvio delle piattaforme di social lending.

Con il decreto semplificazioni le piattaforme saranno immediatamente operative. Saranno destinate a raccogliere piccole e grandi somme investe da persone fisiche e imprese per progetti degli enti del terzo settore. Tante le novità per chi decide di investire nel terzo settore tra cui l'estensione della fiscalità di vantaggio prevista per i titoli di stato. Ne ha parlato lo scorso 15 settembre su Il Sole 24 Ore il Segretario Generale di Terzjus Avv. Gabriele Sepio.

Profili di diritto transitorio del terzo settore

Il diritto del terzo settore versa ancora in una fase transitoria a causa della mancanza di due eventi necessari alla sua messa a regime: l’avvio del RUNTS e l’autorizzazione europea alle norme fiscali. Nel presente contributo si presentano e discutono alcune fondamentali questioni legate alla complessa fase transitoria che terminerà soltanto quando le suddette condizioni si saranno realizzate.

Il Reddito di Cittadinanza e la possibilità di creare la più grande azienda sociale pubblica.

Nella riforma del terzo settore c'è lo spazio per rendere la misura efficace e condivisa da tutti i cittadini. Si tratta di avere coraggio istituzionale, visione e lungimiranza. Dobbiamo e possiamo credere che il Terzo settore sia effettivamente una potenziale leva per avviare azioni di coprogettazione con l'amministrazione pubblica capaci di avviare il volano dell'"occupazione sociale".

La Riforma del Terzo Settore, le opere degli enti religiosi e la segregazione del patrimonio destinato

Il legislatore della Riforma del Terzo Settore ha previsto che anche gli enti religiosi possano applicare “immediatamente” la normativa promozionale del Terzo Settore e dell’Impresa Sociale ma “limitatamente“ alle attività di interesse generale e alle attività diverse dell’art. 6 del Codice. Comunemente tale ipotesi è denominata “ramo dell’ente religioso”. Rispetto alla positiva esperienza del ramo Onlus, il legislatore ha introdotto un ulteriore elemento, accanto al Regolamento e all’obbligo di scritture contabili separate: la costituzione del patrimonio destinato. In sede di conversione del D.L. n. 77/2021, è stato previsto esplicitamente l’effetto della segregazione reale dei beni inseriti in tale parte del patrimonio (riservati ai creditori delle attività del ramo) rispetto a quelli che rimangono nel cosiddetto patrimonio istituzionale (riservati agli altri creditori). Si tratta di una novità che chiede agli amministratori degli enti religiosi e ai loro consulenti di sviluppare ulteriormente la riflessione circa l’an e il quomodo per dar vita ad un ramo di Terzo Settore o d’Impesa Sociale in quanto vengono coinvolti i diritti dei creditori ed emergono altre ragioni che possono determinare l’attribuzione di un bene al patrimonio destinato o a quello istituzionale. Anche la predisposizione del Regolamento richiede prudenza e competenza, in quanto si tratta di una serie di norme alle quali si obbliga l’ente religioso e i suoi organi che si aggiungono alla struttura normativa tipica dell’ente interessato sulla quale – per gli enti ecclesiastici civilmente riconosciuti – ha competenza esclusiva l’ordinamento della confessione religiosa (il diritto canonico per quelli della Chiesa Cattolica). Inoltre, lo stesso legislatore ha previsto che le norme della Riforma siano incluse nel Regolamento “in ogni caso nel rispetto della struttura e della finalità di tali enti”. Infine, tanto il Codice quanto il Decreto sull’Impresa Sociale hanno previsto che la possibilità di istituire un ramo sia riconosciuta non solo ai tradizionali enti ecclesiastici civilmente riconosciuti ma anche al novero più ampio degli enti religiosi: si tratta di una nuova categoria che attende di essere meglio definita per poter procedere all’iscrizione del ramo nel RUNTS o nel Registro delle Imprese.

Le attività diverse e il patrimonio destinato degli enti religiosi civilmente riconosciuti. Note a margine di recenti integrazioni alle norme sul Terzo settore

In sede di conversione del decreto legge semplificazioni-bis e PNRR (n. 77 del 2021) sono state modificate, tra le altre, le norme del Codice del Terzo settore e del decreto sull'Impresa sociale che concedono agli enti religiosi civilmente riconosciuti di accedere al regime del Terzo settore limitatamente ad un ramo della propria attività. Al fine di chiarire alcuni dubbi interpretativi emersi all'indomani dell'entrata in vigore della Riforma, le disposizioni sono state integrate prevedendo esplicitamente: la possibilità di svolgere nell'ambito del ramo anche attività diverse di cui all'art. 6 CTS; l'obbligo di indicare nel regolamento del ramo, o in atto allegato, i beni che compongono il patrimonio a questo destinato; la limitazione della responsabilità per le obbligazioni contratte in relazione alle attività del ramo al solo patrimonio a questo destinato e, al contempo, l'impossibilità per i creditori generali dell'ente religioso di far valere i propri diritti sul patrimonio destinato al ramo

Ets degli enti religiosi, obbligazioni garantite dal patrimonio destinato.

Pubblichiamo l'estratto dell’articolo apparso su il Sole 24 Ore del 14 agosto a cura di Andrea Perrone e Gabriele Sepio che tratta dell'ultima modifica al D.Lgs. 117/2017 riguardante l'effetto segregativo per il patrimonio destinato dall’ente religioso civilmente riconosciuto al ramo Ente del Terzo Settore (ETS) o Impresa sociale.

Il nuovo principio contabile OIC del Terzo settore all’esame degli operatori.

La Riforma del Terzo settore segna un altro importante passo verso il completamento delle disposizioni (in questo caso tecniche) necessarie per rendere la disciplina degli enti del Terzo settore pienamente operativa. Entro il 30 settembre è possibile inviare proprie osservazioni e suggerimenti al testo proposto.

La riforma del Terzo settore e l’Italia che ricuce.

Il 2017 è stato l’anno in cui il Governo varò la riforma del Terzo Settore con il suo primo Codice Unico (D.Lgs. 117/2017). Padre indiscusso di essa il Sottosegretario di Stato del tempo Luigi Bobba, la cui storia nel sociale italiano ha ampiamente animato il suo impegno politico e la sua assoluta autorevolezza nel settore.

Conversione in legge del PNRR e modifiche al diritto del Terzo settore

Attraverso la conversione in legge del d.l. 31 maggio 2021, n. 77, “Governance del Piano nazionale di ripresa e resilienza e prime misure di rafforzamento delle strutture amministrative e di accelerazione e snellimento delle procedure”, risultano modificate diverse disposizioni del codice del Terzo settore

Le tre vie per garantire un’effettiva equità generazionale.

La pandemia ha colpito un sistema, sia pubblico ce privato, che era già fragile e poco flessibile: quello dell'occupazione. Senza una reale riforma delle politiche attive del lavoro e di un sistema formativo integrato, che sia capace di rispondere con prontezza alle esigenze di manodopera specializzata delle imprese italiane, il tasso di disoccupazione, soprattutto giovanile, sta toccando minimi che destano preoccupazione. Ecco alcuni suggerimenti per rimediare ad una situazione che si trascina oramai da troppo tempo.

I fondi ci sono. Tre nuovi passi con il PNNR per un efficace apprendistato.

Si chiama apprendistato. E' un contratto di lavoro di natura mista - lavoro e formazione - che dà luogo ordinariamente al conseguimento di un titolo di studio dalla qualifica professionale alla laurea. E' adottato in tutta Europa e rappresenta una strada rilevante sia per offrire un percorso di studio in forma duale, sia per facilitare l'inserimento lavorativo dei giovani.

Pubblicato il decreto sulle attività diverse degli ETS

Ieri, 26 luglio 2021, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale l’atteso regolamento sulle attività “diverse” che sono consentite agli enti del terzo settore. Nel presentare il testo del decreto, l’Autore offre di esso una prima interpretazione, soffermandosi altresì sulle conseguenze dell’intervenuta decretazione sull’attività delle organizzazioni di volontariato.

Caro ministro Orlando, ecco i 10 passi per compiere (finalmente) la Riforma del Terzo settore

Più dell'80% dei 1171 rispondenti, ha un giudizio positivo della riforma, in quanto ha introdotto una normativa unitaria per tutti gli enti del terzo settore (ETS); ma,altrettanti lamentano un iter troppo lungo e tempi di attuazione eccessivamente dilatati. La coincidenza della fase attuativa della Riforma con l'avvio delle misure del PNRR è un'occasione imperdibile per fare del Terzo settore – come ha detto il Presidente Mattarella “una struttura portante, non di supplenza ma di autonoma e specifica responsabilità per l'intero Paese.

“Porta aperta” e status di socio negli enti del Terzo settore

Partendo dall’art. 23 del CTS, l’Autore prende in esame alcuni profili concernenti la “porta aperta” nelle associazioni e la categoria di socio ipotizzando la compatibilità della pluralità di status con la democraticità che deve caratterizzare l’ente. Chiude con alcuni accenni al tema della intrasferibilità dello status di socio, dell’esclusione e del recesso.

Resistenza e resilienza: le caratteristiche delle cooperative sociali in tempo di pandemia

L'Italia è la nazione che ha la migliore legislazione che regola il mondo cooperativo. In particolare le imprese cooperative sociali hanno dimostrato di essere enti capaci di intervenire al fianco dei più fragili anche in situazioni di estrema emergenza. La Riforma del Terzo settore offre, attraverso l'impresa sociale una fondamentale opportunità di sviluppare l'economia sociale e di creare anche posti di lavoro.

Le Società Benefit: il ruolo della cultura e dell’arte – gli ESG scores – le opportunità nei rapporti con il Terzo Settore

La Legge di Stabilità del 2016 ha permesso l’introduzione, nel panorama normativo italiano, dello status giuridico di Società Benefit, società caratterizzata dallo svolgimento di attività economica con scopo di lucro, unitamente al perseguimento di un impatto positivo sulla comunità, sulle persone, sulla cultura e sull’ambiente. Il presente articolo mira a far luce, non solo sul ruolo giocato dalle Società Benefit in ambito ESG (Environment, Social and Governance), l’indice di sostenibilità di un investimento, quest’ultimo di crescente interesse per gli investitori, ma anche sulle opportunità di questo ente nel settore artistico-culturale, come statuito nell’elencazione degli ambiti di attività delle Società Benefit, introdotti dalla predetta Legge di Stabilità del 2016. Infine, da un punto di vista non solo giuridico ma anche economico-imprenditoriale, l’articolo mira a far luce sui rapporti che potrebbero instaurarsi tra una Società Benefit ed un Ente del Terzo Settore, ed in particolare sul ruolo che la prima potrebbe svolgere, essendo autorizzata alla divisione degli utili sotto forma di dividendi, in qualità di ente interamente controllato, ovvero partecipato, da un Ente del Terzo Settore.

Terzo settore e politica, né primi né terzi, ma inclusivi

Giuliano Amato - Vicepresidente della Corte Costituzionale, ha rivolto un accorato appello al Terzo settore – che quotidianamente si occupa dei più deboli - a non dimenticarsi della democrazia, che oggi è talmente fragile da rischiare di implodere. Credo che la sua via possa essere una delle strade, ma non la sola. Nel tempo del dominio degli algoritmi e dell'affermarsi di leader carismatici, si sente sempre più la mancanza di un soggetto decisivo per la qualità della nostra vita futura: la comunità

Terzjus al Quirinale per presentare il primo rapporto sullo stato e sulle prospettive della legislazione sul Terzo Settore in Italia.

Oggi pomeriggio, in occasione dell'evento di presentazione del Terzjus Report 2021 che si svolgerà domani 2 luglio, nella sala Capitolare del Senato, una delegazione di Terzjus ha incontrato e consegnato il Rapporto al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Terzo settore senza frontiere/2 Le donazioni fiscalmente agevolate agli enti del Terzo settore in Europa

Le norme di legge relative alle donazioni fiscalmente agevolate in favore degli ETS sono particolarmente importanti per questi enti, soprattutto per quanti di loro contano, ai fini della propria sostenibilità, più su entrate “gratuite” che “da corrispettivo”. L’articolo 83 del Codice del terzo settore, disposizione ancora poco conosciuta nel mondo del terzo settore (come emerge dall’analisi condotta da Terzjus nel suo 1° Rapporto sulla riforma del 2017), ha ampliato i benefici fiscali rispetto al passato. L’analisi comparatistica dimostra, tuttavia, che disposizioni di questo genere esistono in tutti gli ordinamenti giuridici europei, in molti dei quali si trovano anzi soluzioni ancora più vantaggiose di quella italiana e discipline molto interessanti. Ad esse si fa riferimento nella breve nota che segue.

Il governo del mercato del lavoro ha bisogno di reti

La recente pandemia ha messo in evidenza come la variabilità dei mercati, l’imporsi della globalizzazione e le interconnessioni dei sistemi produttivi finiscano per generare una instabilità permanente a cui possono sottarsi soltanto i grandi colossi delle multinazionali. Le transizioni occupazionali stanno dunque diventando una normalità, senza che possano essere in Italia accompagnate da adeguati servizi e tutele; contemporaneamente molte imprese stentano a reperire le competenze e a fidelizzare le eccellenze.

Lions Clubs e Terzo settore

Nella presente nota si dà conto dell’evoluzione dei Lions Clubs da semplici associazioni non riconosciute ad enti del Terzo settore. È stato elaborato a livello nazionale uno statuto tipo a cui si adegueranno i club italiani. Vengono qui di seguito delineati i tratti più caratterizzanti dello statuto e le linee di riforma dell’intera rete organizzativa in chiave di Terzo settore.

Prorogato il termine di adeguamento degli statuti al 31 maggio 2022

Il termine entro cui ODV e APS costituite prima del 3 agosto 2017 ed iscritte nei “vecchi” registri di settore dovranno adeguare i propri statuti alla Riforma è stato nuovamente prorogato al 31 maggio 2022. Che significato ha l‘assegnazione di questo nuovo termine? In che modo si coordina con il prossimo avvio del RUNTS? Lo scritto formula “a caldo” alcune ipotesi al riguardo.

Società di mutuo soccorso e Codice del Terzo settore: personalità giuridica e pubblicità degli enti

L'Autore intende confutare la tesi secondo la quale la mancata iscrizione di una SOMS nella sezione “imprese sociali” del Registro delle Imprese comporterebbe la riqualificazione ex officio a fini fiscali della SOMS in associazione non riconosciuta con conseguente applicazione dell'art. 38 del codice civile. La mancata iscrizione non comporterebbe invece alcuna conseguenza per le SOMS aventi personalità giuridica per l'inesistenza di alcuna sanzione all'art. 23 della L. 3818 del 1886 e anche per la natura di norma interpretativa dell'art. 44 del CTS.

Terzo settore senza frontiere – 1. Verso una legge europea sugli enti del terzo settore.

La legislazione italiana sul terzo settore, per quanto originale e fortemente innovativa, non costituisce tuttavia un caso isolato in Europa. Allo stesso modo, l’Italia non è l’unico paese in cui il settore non profit è ampiamente diffuso. A livello europeo si stanno riproponendo forti spinte verso l’adozione di una legge europea sul non profit o il terzo settore. Lo scritto – che costituisce una breve sintesi di un più ampio studio condotto dall’Autore su incarico del Parlamento europeo – introduce al tema presentando le possibili strategie che possono essere adottate per giungere all’auspicata legislazione europea. La soluzione raccomandata dall’Autore, ove accolta, porrebbe la legislazione italiana in una posizione di primo piano nel panorama legislativo internazionale in materia.

La nuova formazione post diploma. Una sfida per enti pubblici e aziende private.

Nati nel 2010 con l’obiettivo di far sorgere una filiera formativa a carattere terziario ispirata al modello delle Fachhochschulen tedesche e delle Scuole Universitarie Professionali svizzere, i percorsi ITS (Istituti Tecnici Superiori) sono stati regolamentati con durata biennale e triennale, con l’obbligo di prevedere almeno il 30% delle ore in stage aziendale e almeno il 50% delle ore assegnate a docenti provenienti dal mondo del lavoro. È stata questa la risposta del sistema di istruzione, fortemente voluta da Confindustria, alla fase di straordinari mutamenti tecnologici che stanno modificando strutturalmente il sistema socioeconomico italiano.

Attività commerciali del Terzo settore, Orlando firma il decreto.

Via libera dal ministro del Lavoro alla disciplina delle cosiddette attività “diverse” per la cui piena operatività si attende ora la firma del Ministro delle Finanze e la successiva pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Quali sono, dunque, i criteri per lo svolgimento delle attività diverse e, in particolare, quali i limiti alle entrate derivanti da queste ultime? Le risposte in questo editoriale.
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