Note e commenti

Analisi, studi e approfondimenti sul diritto del Terzo Settore

Due anni di tempo per l’Iva nel Terzo Settore

Enti non profit: rinviate al 1° gennaio 2024 le nuove regole in materia di Iva. Con un emendamento approvato in commissione Bilancio al Senato, viene introdotta una modifica al Dl 146/2021 (convertito in legge 215/2021) con il quale era stata prevista l’attrazione in campo Iva di alcune delle principali entrate delle realtà non profit.

Le convenzioni ex art. 56 CTS tra principio di concorrenza e discrezionalità delle stazioni appaltanti. Commento a Tar Marche, sez. I, 7 dicembre 2021, n. 850

Il commento analizza una recente sentenza del Tar Marche, con la quale i giudici amministrativi hanno ritenuto legittima la concorrenza tra soggetti for profit e soggetti non profit nell’affidamento di un’attività di interesse pubblico, evidenziando la convenienza economica di ricorrere alle procedure di gara anziché agli istituti giuridici cooperativi di cui al Codice del Terzo settore.

Registro Unico Nazionale del Terzo Settore: dal 24 novembre attiva la piattaforma per le nuove iscrizioni degli ETS.

Per registrarsi occorre avere lo spid o la carta elettronica. Possono accedere i legali rappresentanti o i notai per gli enti con personalità giuridica. Basterà allegare l'atto costitutivo e lo statuto redatto in base alle prescrizioni del D.Lgs.117/2017 copia dell'ultimo bilancio o degli ultimi due bilanci se sono enti che già svolgono attività di interesse generale.

D.Dl. Concorrenza: privatizzazioni dei servizi pubblici e terzo settore. Qualche preoccupazione

Il Governo ha approvato in data 4 novembre il disegno di legge annuale per il mercato e la concorrenza 2021, così come previsto dall’art. 47 della legge 23 luglio 2009, n. 99. Si tratta di un provvedimento che ha quale obiettivo ultimo quello di conformare l’ordinamento giuridico nazionale al diritto eurounitario in materia di tutela della concorrenza. Sorgono alcune perplessità riguardo le previsioni del Codice del Terzo Settore. Articolo pubblicato su Persona&danno del 15/11/2021 sezione Pubblica Amministrazione

Attività economica e associazione di volontariato: spunti a partire da una recente decisione del TAR LECCE

Una recente decisione del TAR LECCE invita a considerare il rapporto tra RUNTS e registri preesistenti al fine della partecipazione ad una procedura pubblica da parte di una ODV. Inoltre, merita attenzione il ragionamento conclusivo: pur corretto, in generale, potrebbe risultare equivoco e contrastante con la lettera dell'art. 33, comma 3, CTS.

Con la Riforma le imprese potranno «prestare» i dipendenti a qualsiasi ente del Terzo settore

Una interessante opportunità deriva dalla possibilità di prestare risorse specialistiche (dipendenti) delle organizzazioni profit (imprese e società commerciali) agli Ets - non commerciali - usufruendo delle deduzioni previste dal Codice del terzo Settore

Gli enti del Terzo settore come soggetti protagonisti del disegno costituzionale: un nuovo orizzonte per la promozione della ricerca scientifica e per la tutela del diritto alla salute

L’analisi del Codice del Terzo settore consente di inquadrare i rapporti tra enti del Terzo settore e pubbliche amministrazioni alla luce del principio di sussidiarietà orizzontale. Nello specifico, lo scritto prospetta innovative forme di collaborazione tra enti del Terzo settore e pubbliche amministrazioni con l’obiettivo di promuovere la ricerca scientifica e conseguentemente di rendere più effettiva la tutela del diritto alla salute.

Terzo Settore, il Registro Unico apre le porte dal 23 novembre. Una piattaforma strumento di trasparenza

Con l’avvio del RUNTS si chiude un tassello fondamentale per l’avvio della Riforma. Dopo quattro anni dalla pubblicazione, nel 2017, del Codice del Terzo settore e del D.lgs. n. 112/2017, che detta invece le regole per le nuove imprese sociali, prende finalmente corpo quello che sarà lo strumento principale per identificare la nuova categoria degli ETS.

Terzo settore senza frontiere – 3. The need for an EU legal framework for social economy organizations and its possible forms (presentation at the meeting of the EESC – Group III – SE Category, on 27 October 2021)

Nell'articolo – che costituisce il testo scritto di una relazione presentata ad una riunione del Comitato Economico e Sociale Europeo – si presentano dapprima le ragioni per cui un intervento normativo dell’Unione europea in materia di terzo settore sia essenziale e si discutono, successivamente, i possibili modelli di questa legislazione, manifestandosi preferenza per una legge europea che introduca uno status europeo di ente del terzo settore (e/o dell’economia sociale) piuttosto che per una legge europea istitutiva di uno o più specifici tipi di enti dell’economia sociale

Nell’impresa sociale il 70% dei ricavi da attività di interesse generale

L'impresa sociale inizia a prendere forma Con la pubblicazione di due importanti decreti si sono aggiunti due ulteriori tasselli per disegnare il nuovo volto delle imprese sociali. Il decreto che fissa i criteri per lo svolgimento delle attività di interesse generale e quello che individua le modalità per il coinvolgimento di lavoratori, utenti e stackeholders alla gestione e controllo dell'impresa sociale. Manca all'appello l'autorizzazione UE che garantirà il varo delle nuove misure fiscali. Considerato l'imminente avvio entro l'anno del nuovo registro unico nazionale del terzo settore (RUNTS) è ragionevole ritenere che, a questo punto, anche l'autorizzazione UE potrebbe subire una accelerazione.

“Riforma in movimento. 1 Rapporto sullo stato e le prospettive della legislazione sul terzo settore in Italia”. Scaricalo gratuitamente dal nostro sito!

IN ATTESA DELL'IMMINENTE AVVIO DEL RUNTS SEGNALIAMO NUOVAMENTE I RISULTATI SCATURITI DAL TERZJU REPORT 2021. GLI ETS CHE HANNO RISPOSTO ALL'INDAGINE DICHIARANO: L’87% VUOLE ISCRIVERSI AL REGISTRO UNICO NAZIONALE - 1 ENTE SU 2 HA GIÀ ADEGUATO LO STATUTO - SOLO 1 ENTE SU 6 LA CONOSCE BENE E NE PERCEPISCE GLI EFFETTIVI VANTAGGI - L’86% GIUDICA L’ITER INGIUSTIFICATAMENTE LUNGO E SI ATTENDE UN ACCELERAZIONE NELL’APPLICAZIONE - SOLO IL 25% DEGLI ENTI CONOSCE LE MODIFICHE PIU’ IMPORTANTI DEL 5XMILLE, E L'OBBLIGO DI BILANCIO SOCIALE PREOCCUPA ANCHE CHI NON È TENUTO A FARLO. NEL SUO COMPLESSO, LA RIFORMA VIENE APPREZZATA PER AVER INTRODOTTO UN CORPUS UNITARIO DI NORME, MA È ANCORA POCO CONOSCIUTA PER GLI ASPETTI PROMOZIONALI E INCENTIVANTI.

La trasformazione da associazione riconosciuta a fondazione-impresa sociale secondo il Giudice del registro delle imprese di Milano: la difficile coesistenza di un duplice sistema di pubblicità legale

Il decreto del Giudice del registro delle imprese di Milano, pronunciato in occasione di una trasformazione da associazione a fondazione impresa sociale, risulta uno dei primi provvedimenti giudiziari adottati dopo l’entrata in vigore della nuova disciplina sull’impresa sociale. Nel commentare la decisione del giudice milanese si affronta pure il delicato tema del regime pubblicitario delle imprese sociali costituite in forma di associazione e fondazione e dei relativi controlli.

Il Reddito di Cittadinanza e la possibilità di creare la più grande azienda sociale pubblica.

Nella riforma del terzo settore c'è lo spazio per rendere la misura efficace e condivisa da tutti i cittadini. Si tratta di avere coraggio istituzionale, visione e lungimiranza. Dobbiamo e possiamo credere che il Terzo settore sia effettivamente una potenziale leva per avviare azioni di coprogettazione con l'amministrazione pubblica capaci di avviare il volano dell'"occupazione sociale".

La Riforma del Terzo Settore, le opere degli enti religiosi e la segregazione del patrimonio destinato

Il legislatore della Riforma del Terzo Settore ha previsto che anche gli enti religiosi possano applicare “immediatamente” la normativa promozionale del Terzo Settore e dell’Impresa Sociale ma “limitatamente“ alle attività di interesse generale e alle attività diverse dell’art. 6 del Codice. Comunemente tale ipotesi è denominata “ramo dell’ente religioso”. Rispetto alla positiva esperienza del ramo Onlus, il legislatore ha introdotto un ulteriore elemento, accanto al Regolamento e all’obbligo di scritture contabili separate: la costituzione del patrimonio destinato. In sede di conversione del D.L. n. 77/2021, è stato previsto esplicitamente l’effetto della segregazione reale dei beni inseriti in tale parte del patrimonio (riservati ai creditori delle attività del ramo) rispetto a quelli che rimangono nel cosiddetto patrimonio istituzionale (riservati agli altri creditori). Si tratta di una novità che chiede agli amministratori degli enti religiosi e ai loro consulenti di sviluppare ulteriormente la riflessione circa l’an e il quomodo per dar vita ad un ramo di Terzo Settore o d’Impesa Sociale in quanto vengono coinvolti i diritti dei creditori ed emergono altre ragioni che possono determinare l’attribuzione di un bene al patrimonio destinato o a quello istituzionale. Anche la predisposizione del Regolamento richiede prudenza e competenza, in quanto si tratta di una serie di norme alle quali si obbliga l’ente religioso e i suoi organi che si aggiungono alla struttura normativa tipica dell’ente interessato sulla quale – per gli enti ecclesiastici civilmente riconosciuti – ha competenza esclusiva l’ordinamento della confessione religiosa (il diritto canonico per quelli della Chiesa Cattolica). Inoltre, lo stesso legislatore ha previsto che le norme della Riforma siano incluse nel Regolamento “in ogni caso nel rispetto della struttura e della finalità di tali enti”. Infine, tanto il Codice quanto il Decreto sull’Impresa Sociale hanno previsto che la possibilità di istituire un ramo sia riconosciuta non solo ai tradizionali enti ecclesiastici civilmente riconosciuti ma anche al novero più ampio degli enti religiosi: si tratta di una nuova categoria che attende di essere meglio definita per poter procedere all’iscrizione del ramo nel RUNTS o nel Registro delle Imprese.

Le attività diverse e il patrimonio destinato degli enti religiosi civilmente riconosciuti. Note a margine di recenti integrazioni alle norme sul Terzo settore

In sede di conversione del decreto legge semplificazioni-bis e PNRR (n. 77 del 2021) sono state modificate, tra le altre, le norme del Codice del Terzo settore e del decreto sull'Impresa sociale che concedono agli enti religiosi civilmente riconosciuti di accedere al regime del Terzo settore limitatamente ad un ramo della propria attività. Al fine di chiarire alcuni dubbi interpretativi emersi all'indomani dell'entrata in vigore della Riforma, le disposizioni sono state integrate prevedendo esplicitamente: la possibilità di svolgere nell'ambito del ramo anche attività diverse di cui all'art. 6 CTS; l'obbligo di indicare nel regolamento del ramo, o in atto allegato, i beni che compongono il patrimonio a questo destinato; la limitazione della responsabilità per le obbligazioni contratte in relazione alle attività del ramo al solo patrimonio a questo destinato e, al contempo, l'impossibilità per i creditori generali dell'ente religioso di far valere i propri diritti sul patrimonio destinato al ramo

Il nuovo principio contabile OIC del Terzo settore all’esame degli operatori.

La Riforma del Terzo settore segna un altro importante passo verso il completamento delle disposizioni (in questo caso tecniche) necessarie per rendere la disciplina degli enti del Terzo settore pienamente operativa. Entro il 30 settembre è possibile inviare proprie osservazioni e suggerimenti al testo proposto.

La riforma del Terzo settore e l’Italia che ricuce.

Il 2017 è stato l’anno in cui il Governo varò la riforma del Terzo Settore con il suo primo Codice Unico (D.Lgs. 117/2017). Padre indiscusso di essa il Sottosegretario di Stato del tempo Luigi Bobba, la cui storia nel sociale italiano ha ampiamente animato il suo impegno politico e la sua assoluta autorevolezza nel settore.

Conversione in legge del PNRR e modifiche al diritto del Terzo settore

Attraverso la conversione in legge del d.l. 31 maggio 2021, n. 77, “Governance del Piano nazionale di ripresa e resilienza e prime misure di rafforzamento delle strutture amministrative e di accelerazione e snellimento delle procedure”, risultano modificate diverse disposizioni del codice del Terzo settore

Le tre vie per garantire un’effettiva equità generazionale.

La pandemia ha colpito un sistema, sia pubblico ce privato, che era già fragile e poco flessibile: quello dell'occupazione. Senza una reale riforma delle politiche attive del lavoro e di un sistema formativo integrato, che sia capace di rispondere con prontezza alle esigenze di manodopera specializzata delle imprese italiane, il tasso di disoccupazione, soprattutto giovanile, sta toccando minimi che destano preoccupazione. Ecco alcuni suggerimenti per rimediare ad una situazione che si trascina oramai da troppo tempo.

I fondi ci sono. Tre nuovi passi con il PNNR per un efficace apprendistato.

Si chiama apprendistato. E' un contratto di lavoro di natura mista - lavoro e formazione - che dà luogo ordinariamente al conseguimento di un titolo di studio dalla qualifica professionale alla laurea. E' adottato in tutta Europa e rappresenta una strada rilevante sia per offrire un percorso di studio in forma duale, sia per facilitare l'inserimento lavorativo dei giovani.

Pubblicato il decreto sulle attività diverse degli ETS

Ieri, 26 luglio 2021, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale l’atteso regolamento sulle attività “diverse” che sono consentite agli enti del terzo settore. Nel presentare il testo del decreto, l’Autore offre di esso una prima interpretazione, soffermandosi altresì sulle conseguenze dell’intervenuta decretazione sull’attività delle organizzazioni di volontariato.

“Porta aperta” e status di socio negli enti del Terzo settore

Partendo dall’art. 23 del CTS, l’Autore prende in esame alcuni profili concernenti la “porta aperta” nelle associazioni e la categoria di socio ipotizzando la compatibilità della pluralità di status con la democraticità che deve caratterizzare l’ente. Chiude con alcuni accenni al tema della intrasferibilità dello status di socio, dell’esclusione e del recesso.

Resistenza e resilienza: le caratteristiche delle cooperative sociali in tempo di pandemia

L'Italia è la nazione che ha la migliore legislazione che regola il mondo cooperativo. In particolare le imprese cooperative sociali hanno dimostrato di essere enti capaci di intervenire al fianco dei più fragili anche in situazioni di estrema emergenza. La Riforma del Terzo settore offre, attraverso l'impresa sociale una fondamentale opportunità di sviluppare l'economia sociale e di creare anche posti di lavoro.

Le Società Benefit: il ruolo della cultura e dell’arte – gli ESG scores – le opportunità nei rapporti con il Terzo Settore

La Legge di Stabilità del 2016 ha permesso l’introduzione, nel panorama normativo italiano, dello status giuridico di Società Benefit, società caratterizzata dallo svolgimento di attività economica con scopo di lucro, unitamente al perseguimento di un impatto positivo sulla comunità, sulle persone, sulla cultura e sull’ambiente. Il presente articolo mira a far luce, non solo sul ruolo giocato dalle Società Benefit in ambito ESG (Environment, Social and Governance), l’indice di sostenibilità di un investimento, quest’ultimo di crescente interesse per gli investitori, ma anche sulle opportunità di questo ente nel settore artistico-culturale, come statuito nell’elencazione degli ambiti di attività delle Società Benefit, introdotti dalla predetta Legge di Stabilità del 2016. Infine, da un punto di vista non solo giuridico ma anche economico-imprenditoriale, l’articolo mira a far luce sui rapporti che potrebbero instaurarsi tra una Società Benefit ed un Ente del Terzo Settore, ed in particolare sul ruolo che la prima potrebbe svolgere, essendo autorizzata alla divisione degli utili sotto forma di dividendi, in qualità di ente interamente controllato, ovvero partecipato, da un Ente del Terzo Settore.

Terzo settore e politica, né primi né terzi, ma inclusivi

Giuliano Amato - Vicepresidente della Corte Costituzionale, ha rivolto un accorato appello al Terzo settore – che quotidianamente si occupa dei più deboli - a non dimenticarsi della democrazia, che oggi è talmente fragile da rischiare di implodere. Credo che la sua via possa essere una delle strade, ma non la sola. Nel tempo del dominio degli algoritmi e dell'affermarsi di leader carismatici, si sente sempre più la mancanza di un soggetto decisivo per la qualità della nostra vita futura: la comunità

Terzo settore senza frontiere/2 Le donazioni fiscalmente agevolate agli enti del Terzo settore in Europa

Le norme di legge relative alle donazioni fiscalmente agevolate in favore degli ETS sono particolarmente importanti per questi enti, soprattutto per quanti di loro contano, ai fini della propria sostenibilità, più su entrate “gratuite” che “da corrispettivo”. L’articolo 83 del Codice del terzo settore, disposizione ancora poco conosciuta nel mondo del terzo settore (come emerge dall’analisi condotta da Terzjus nel suo 1° Rapporto sulla riforma del 2017), ha ampliato i benefici fiscali rispetto al passato. L’analisi comparatistica dimostra, tuttavia, che disposizioni di questo genere esistono in tutti gli ordinamenti giuridici europei, in molti dei quali si trovano anzi soluzioni ancora più vantaggiose di quella italiana e discipline molto interessanti. Ad esse si fa riferimento nella breve nota che segue.

Il governo del mercato del lavoro ha bisogno di reti

La recente pandemia ha messo in evidenza come la variabilità dei mercati, l’imporsi della globalizzazione e le interconnessioni dei sistemi produttivi finiscano per generare una instabilità permanente a cui possono sottarsi soltanto i grandi colossi delle multinazionali. Le transizioni occupazionali stanno dunque diventando una normalità, senza che possano essere in Italia accompagnate da adeguati servizi e tutele; contemporaneamente molte imprese stentano a reperire le competenze e a fidelizzare le eccellenze.

Lions Clubs e Terzo settore

Nella presente nota si dà conto dell’evoluzione dei Lions Clubs da semplici associazioni non riconosciute ad enti del Terzo settore. È stato elaborato a livello nazionale uno statuto tipo a cui si adegueranno i club italiani. Vengono qui di seguito delineati i tratti più caratterizzanti dello statuto e le linee di riforma dell’intera rete organizzativa in chiave di Terzo settore.

Prorogato il termine di adeguamento degli statuti al 31 maggio 2022

Il termine entro cui ODV e APS costituite prima del 3 agosto 2017 ed iscritte nei “vecchi” registri di settore dovranno adeguare i propri statuti alla Riforma è stato nuovamente prorogato al 31 maggio 2022. Che significato ha l‘assegnazione di questo nuovo termine? In che modo si coordina con il prossimo avvio del RUNTS? Lo scritto formula “a caldo” alcune ipotesi al riguardo.

Società di mutuo soccorso e Codice del Terzo settore: personalità giuridica e pubblicità degli enti

L'Autore intende confutare la tesi secondo la quale la mancata iscrizione di una SOMS nella sezione “imprese sociali” del Registro delle Imprese comporterebbe la riqualificazione ex officio a fini fiscali della SOMS in associazione non riconosciuta con conseguente applicazione dell'art. 38 del codice civile. La mancata iscrizione non comporterebbe invece alcuna conseguenza per le SOMS aventi personalità giuridica per l'inesistenza di alcuna sanzione all'art. 23 della L. 3818 del 1886 e anche per la natura di norma interpretativa dell'art. 44 del CTS.

Terzo settore senza frontiere – 1. Verso una legge europea sugli enti del terzo settore.

La legislazione italiana sul terzo settore, per quanto originale e fortemente innovativa, non costituisce tuttavia un caso isolato in Europa. Allo stesso modo, l’Italia non è l’unico paese in cui il settore non profit è ampiamente diffuso. A livello europeo si stanno riproponendo forti spinte verso l’adozione di una legge europea sul non profit o il terzo settore. Lo scritto – che costituisce una breve sintesi di un più ampio studio condotto dall’Autore su incarico del Parlamento europeo – introduce al tema presentando le possibili strategie che possono essere adottate per giungere all’auspicata legislazione europea. La soluzione raccomandata dall’Autore, ove accolta, porrebbe la legislazione italiana in una posizione di primo piano nel panorama legislativo internazionale in materia.

La nuova formazione post diploma. Una sfida per enti pubblici e aziende private.

Nati nel 2010 con l’obiettivo di far sorgere una filiera formativa a carattere terziario ispirata al modello delle Fachhochschulen tedesche e delle Scuole Universitarie Professionali svizzere, i percorsi ITS (Istituti Tecnici Superiori) sono stati regolamentati con durata biennale e triennale, con l’obbligo di prevedere almeno il 30% delle ore in stage aziendale e almeno il 50% delle ore assegnate a docenti provenienti dal mondo del lavoro. È stata questa la risposta del sistema di istruzione, fortemente voluta da Confindustria, alla fase di straordinari mutamenti tecnologici che stanno modificando strutturalmente il sistema socioeconomico italiano.

Onlus e superbonus 110%: un binomio vincente

Il contributo mette in luce i vantaggi che Onlus ed Enti sportivi dilettantistici possono ottenere dalla misura del Superbonus 110% introdotta dal Decreto Rilancio (Decreto-legge n. 34/2020). Gli autori rileggono la normativa in chiave critica, evidenziando la necessità di coordinamento con il Diritto del Terzo Settore e gli obiettivi che potrebbero raggiungersi grazie ad alcuni puntuali chiarimenti normativi.

Le linee guida sul rapporto tra PA ed ETS negli istituti collaborativi del codice del Terzo settore. Nota al Decreto ministeriale n. 72 del 31/03/2021 di approvazione delle Linee Guida.

Terzjus torna ad occuparsi del tema del rapporto fra pubbliche amministrazioni ed enti del terzo settore alla luce del Titolo VII del CTS, tema già oggetto del seminario dello scorso 11 giugno 2020, del primo Quaderno di Terzjus e dei contributi fin qui pubblicati sul proprio sito. Lo fa questa volta con una prima nota di commento di Luciano Gallo, membro del suo Comitato scientifico, alle importanti Linee Guida ministeriali recentemente approvate con decreto ministeriale, con cui si analizzano gli istituti di cui agli articoli 55-57 del Codice al fine di supportare gli enti pubblici nella loro concreta applicazione

Il primo quickinar sul RUNTS. Registro Unico Nazionale del Terzo Settore: forme e modalità di iscrizione

Dalla sua struttura, agli uffici preposti alla gestione, fino alle modalità di registrazione. Ecco una sintesi dell’intervento del professor Antonio Fici al primo Quickinar dell'08 marzo scorso organizzato da Terzjus, in collaborazione con CSVnet e Forum nazionale del Terzo settore. Potete seguire i quickinar in diretta o rivederli integralmente direttamente nel nostro canale youtube Terzjus.

Le cooperative di comunità nella nuova legge della Regione Lazio

La nuova legge della regione Lazio sulle cooperative di comunità, come risulta dalla comunicazione ufficiale del Consiglio Regionale, ha l'obiettivo di valorizzare le comunità locali e stimolare l’autonoma organizzazione dei cittadini, chiamati a produrre beni e servizi in chiave sussidiaria e solidale

Le reti associative nella circolare del Ministero del 5 marzo 2021

Nella recentissima circolare di cui questa breve nota di commento si occupa, il Ministero del lavoro e delle politiche sociali avanza alcune proposte interpretative della normativa di riferimento delle reti associative, di significativa rilevanza pratica in vista dell’ormai prossimo avvio del RUNTS con cui presto anche le reti associative (e le loro articolazioni territoriali) dovranno confrontarsi. Di particolare interesse sono i punti dedicati alla composizione della base sociale e alle modalità di computo della consistenza minima delle reti associative, agli enti di promozione sportiva e alle loro articolazioni territoriali, all’autonomia statutaria delle articolazioni territoriali delle reti associative anche nei rapporti con lo statuto delle reti. In generale, la circolare è utile a comprendere perché la complessità organizzativa che connota le reti associative richieda per queste ultime soluzioni ad hoc.

Formazione duale e reskilling

E' necessario inserire nel Recovery Fund un investimento importante per favorire lo sviluppo del Servizio Civile Universale e misure per sostenere l'inserimento lavorativo dei giovani disoccupati, soprattutto di quelli che non hanno un titolo di studi secondario. Un percorso suggerito è quello di conseguire - attraverso una formazione duale e l'apprendistato formativo, una qualifica o un diploma professionale. Sono le misure che Luigi Bobba propone al Ministro del Lavoro per incrementare l'occupazione giovanile.

Il superbonus 110% è applicabile ad ogni categoria di immobile degli ETS ed in numero illimitato – nel rispetto delle indicazioni di legge -.

Gli ultimi chiarimenti dalle risposte agli interpelli presentati all'Agenzia delle Entrate nello scorso mese di gennaio. In pratica Onlus, OdV o Aps potranno quindi richiedere il superbonus non solo per gli immobili destinati a civile abitazione ma anche per qualsiasi altro edificio da loro occupato a prescindere dalla categoria catastale e dalla destinazione d’uso urbanistica dello stesso, rispettando comunque le altre indicazioni richieste dalla legge. Articolo pubblicato sul settimanale Vita - http://www.vita.it/it/article/2021/02/08/terzo-settore-il-superbonus-110-e-applicabile-a-tutti-gli-immobili/158266/

Accessibilità al Superbonus a prescindere dalla residenzialità

Con la conversione del Decreto Rilancio (D.l. 34/2020 convertito in L. n. 77/2020), la misura agevolativa del “Superbonus” (art. 119) è stata estesa anche ad ONLUS, organizzazioni di volontariato (ODV) e associazioni di promozione sociale (APS) iscritte nei registri nazionali, regionali e delle province autonome di Trento e di Bolzano, nonché alle associazioni e alle società sportive dilettantistiche limitatamente agli interventi ad immobili o parti di essi adibiti a spogliatoio.

Introduzione alle “Norme di comportamento dell’organo di controllo degli enti del Terzio settore”, emanate dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili

Lo scorso dicembre il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili ha pubblicato le norme di comportamento dell’organo di controllo degli enti del Terzo settore. Un lavoro coordinato da Matteo Pozzoli e con il contributo del Consigliere delegato al Terzo Settore Maurizio Postal.

L’applicazione dell’art. 14, comma 2, CTS secondo una recente interpretazione del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali

Una recente Nota del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha precisato le modalità attraverso cui procedere, ai sensi dell'art. 14, comma 2, CTS, alla pubblicazione degli emolumenti, dei compensi o dei corrispettivi a qualsiasi titolo percepiti dai componenti degli organi amministrativi e di controllo, dai dirigenti, nonché dagli associati.

Co-programmazione e co-progettazione in un recente bando dell’Agenzia pugliese per la salute ed il sociale

L'ARESS Puglia ha indetto un bando avente ad oggetto la co-programmazione e la co-progettazione, nonché la successiva implementazione di interventi di assistenza sanitaria e socio-sanitaria. L'avviso regionale richiama la centralità della collaborazione tra istituzioni pubbliche ed enti del Terzo settore, in pieno rispetto dell'art. 55 del codice del Terzo settore.

Il Decreto ministeriale n. 106/2020 sul RUNTS: analisi, questioni e prospettive (Parte Seconda)

È stato di recente pubblicato in Gazzetta Ufficiale il tanto atteso decreto ministeriale sul funzionamento del RUNTS. Dalla prossima primavera dovrebbe essere già possibile per gli enti interessati accedere al nuovo Registro per trasmigrazione o iscrizione. Un grosso passo avanti è stato compiuto verso la completa attuazione della “grande” riforma del 2017. La lunga e complessa fase transitoria che ha caratterizzato questi ultimi anni sembra volgere al termine. In questa seconda parte dell’articolo si esaminano due profili problematici della disciplina che il decreto sul RUNTS ha reso oggi ancora più palesi. Il primo è quello del rapporto tra iscrizione al RUNTS e (acquisizione della) personalità giuridica di diritto privato. Il secondo è quello della posizione delle ONLUS rispetto all’iscrizione nel RUNTS, in questa fase transitoria caratterizzata dalla persistente assenza dell’autorizzazione europea alle misure fiscali contenute nel Codice.

L’affidamento di servizi ai sensi dell’art. 57 CTS (nota a Corte Cost. n. 255/2020)

La Corte Costituzionale torna ad occuparsi del Codice del terzo settore, in questo caso con riferimento all’art. 57, specificamente dedicato all’affidamento di servizi di trasporto sanitario di emergenza e urgenza. La soluzione della questione di legittimità è agevole, ma alcuni passaggi della Corte pongono alcuni dubbi che meritano un approfondimento cui sarà dedicato un prossimo seminario organizzato da Terzjus nel gennaio del 2021.

Enti del Terzo settore e contrasto alla povertà educativa

Per il contrasto alla povertà educativa si avvia una procedura di selezione di proposte per la concessione di contributi, a valere sulle risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione, per la realizzazione di progetti di interventi socio-educativi a favore di minori compresi nelle fasce d’età 0-6 anni, 5-14 anni e 11-17 anni di durata compresa tra i 24 e i 48 mesi.

Il Decreto ministeriale n. 106/2020 sul RUNTS: analisi, questioni e prospettive (Parte Prima)

Il tanto atteso decreto ministeriale sul funzionamento del RUNTS è stato pubblicato qualche settimana fa in Gazzetta Ufficiale. Dalla prossima primavera dovrebbe essere già possibile, per gli enti interessati, accedere al nuovo Registro per trasmigrazione o iscrizione su domanda. Un grosso passo avanti è stato compiuto. La lunga e complessa fase transitoria che ha caratterizzato gli ultimi anni sembra volgere al termine. Tuttavia, ai fini della completa attuazione della riforma, manca ancora una condizione indispensabile: l’autorizzazione della Commissione Europea ad introdurre nel nostro ordinamento la nuova normativa fiscale degli Enti di terzo settore e delle imprese sociali. L’articolo analizza nel dettaglio i contenuti del decreto, tenendo conto della posizione delle diverse categorie di enti rispetto al nuovo Registro, anche al fine di comprendere come alcuni elementi di criticità attualmente presenti nella disciplina possano essere efficacemente risolti.

Forme e modalità di adeguamento statutario delle associazioni non riconosciute al Codice del Terzo Settore (nota ministeriale n. 10980/2020).

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali è stato chiamato a rispondere ad un articolato quesito sull’adeguamento statutario di associazioni non riconosciute, costituite secondo la forma dell’atto pubblico, alle regole del Codice del Terzo Settore.
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